A Milano circola un video di 40 secondi che ha già fatto più chilometri di una “gazzella” in pattuglia. Via Orefici, domenica 18 ottobre, tra scontri e atti di vandalismo. In serata un signore in giubbino blu, jeans e scarpe da skater si pianta davanti a un presidio e detta la linea: «Vergognatevi! La vita è sacra, andatevene a casa!».
Le testate giornalistiche lo chiamano «un passante», «un cittadino indignato». Quando una ragazza lo manda a quel paese, i toni si accendono. Il cittadino indignato accetta il confronto e rilancia: «Vai a cagare tu, stronza!».
Il passante più alto in grado d’Italia
Di chat in chat però circola un’indiscrezione che si fa sempre più insistente: secondo più fonti, quell’uomo sarebbe il generale di brigata Rodolfo Santovito, 53 anni, originario di Pompei, che da agosto del 2025 è il comandante provinciale dei carabinieri di Milano. Se così fosse, saremmo davanti al passante più alto in grado d’Italia. E in effetti anche la somiglianza tra le due foto sembra a prova di smentita.

Il video così diventerebbe un corso accelerato di comunicazione istituzionale. All’insediamento il generale aveva promesso ai milanesi «un ascolto sensibile e attento»: in via Orefici l’ascolto è durato quanto un semaforo verde pedonale. Aveva detto di voler garantire una «convinta collaborazione» con i cittadini: la ragazza in questione l’ha ricevuta a pieni polmoni, con tanto di indicazioni stradali.
I carabinieri devono dirigere l’ordine pubblico in divisa
Dalle immagini si notano alcuni particolari. Radio non pervenuta, uniforme nemmeno. Nei manuali di base, i membri dell’Arma dei carabinieri che dirigono l’ordine pubblico stanno in divisa, si fanno riconoscere e tengono la radio in una mano e la catena di comando nell’altra.

Resta il quesito da caserma: Santovito era in servizio? Se sì, Milano ha tenuto a battesimo una tecnica inedita, l’ordine pubblico in borghese e a voce: niente reparti, niente funzionario, niente megafono, una sobrietà quasi francescana per un generale. Il comandante provinciale, nelle serate calde, di solito siede in sala operativa, dove arrivano le immagini di tutta la città e si decide chi mandare dove.
Una “gazzella” ridotta a un rottame in piazza del Duomo
Quella sera in piazza del Duomo, nell’epicentro degli scontri, una “gazzella” è stata ridotta a un rottame: parabrezza sfondato, vetri in frantumi, carrozzeria presa a calci. Senza grate sui finestrini, senza un reparto antisommossa a coprirla, è finita in mezzo ai facinorosi. Le foto la mostrano poi chiusa in un recinto di transenne sotto la facciata del Duomo. Per chi l’ha distrutta vale più di cento striscioni, il simbolo dell’Arma consegnato in omaggio alla foto di copertina. Chi l’ha mandata lì? Domanda da sala operativa. Appunto.
Poco più in là, due uomini portano via un manifestante tenendolo per le braccia. Felpa scura, pantaloni cargo, scarpe da ginnastica e in testa il casco con la visiera, in mano lo sfollagente. Mezzo reparto mobile e mezzo tifoso in trasferta: una divisa a metà, come la serata. Il cittadino che guarda vede due signori col casco che trascinano un ragazzo, a poche vie da un terzo signore senza casco che urla alle passanti. E si chiede, legittimamente, chi siano i buoni.

Di solito le piazze si governano con una sola dote, la calma di chi comanda. Sabato 24 ottobre saranno più affollate. E meno educate della ragazza di via Orefici. Se sono bastati 40 secondi e un invito un po’ colorito a far saltare i nervi al passante più alto in grado d’Italia…













