Si è aperto ad Amburgo il processo per il sabotaggio di Nord Stream, il gasdotto russo-tedesco sotto il Mar Baltico fatto saltare nel settembre 2022 da un commando ucraino, il cui presunto regista, l’ex 007 di Kyiv Serhii Kuznetsov, è per ora l’unico imputato. L’uomo è accusato di crimini di guerra, per aver distrutto un’infrastruttura civile in quello che è stato il più grande attacco di questo genere nella storia della Germania. Al di là del procedimento in sé, che durerà mesi e su cui pesa l’ombra dei mandanti, che la procura tedesca ha identificato in apparati statali ucraini, il caso Nord Stream è anche una delle tante vicende in cui il Bnd (Bundesnachrichtendienst), i servizi segreti tedeschi, non hanno certo brillato per efficienza. E arriva proprio in un momento in cui l’intelligence di Berlino deve affrontare forse il più grande scandalo dalla sua fondazione, dopo la fine della Seconda Guerra mondiale.

I servizi tedeschi sarebbero stati avvisati dagli alleati
Secondo le ricostruzioni più accreditate, sia il governo tedesco sia il Bnd erano stati formalmente avvertiti di un imminente piano di sabotaggio ucraino già tre mesi prima che Nord Stream fosse colpito, il 26 settembre 2022. Nel giugno di quell’anno, il servizio segreto militare olandese Mivd avrebbe intercettato un piano dettagliato proveniente da fonti interne ucraine, girato immediatamente agli alleati, cioè alla Cia, che a sua volta avrebbe allertato il Bnd: l’informativa arrivata a Berlino descriveva uno scenario che si è poi rivelato coincidere con quello reale. L’operazione descritta avrebbe coinvolto anche il generale Valery Zaluzhny, allora numero 1 delle Forze armate che fanno capo, in ultima istanza, al presidente Volodymyr Zelensky. L’allarme iniziale poi sarebbe rientrato dopo che, è l’ipotesi, gli statunitensi riuscirono a far congelare il piano trattando direttamente con Kyiv. Il Bundesnachrichtendienst, sempre secondo questa ricostruzione, valutò l’informazione, ma la ritenne ormai superata o comunque non del tutto verificabile. Così abbandonò la pista. Com’è andata a finire è noto. Se questa ipotesi fosse confermata, per il Bnd si tratterebbe di un fallimento colossale. L’intera vicenda è poi uscita dai radar sia per la sua delicatezza sia perché l’attacco all’infrastruttura è stato compiuto da un alleato della Germania nella guerra per procura tra Russia e Occidente.

L’arresto dell’ex presidente del Bnd August Hanning
Che per l’intelligence tedesca i tempi siano pessimi lo dimostra anche la recentissima vicenda di August Hanning, presidente del Bnd tra il 1998 e il 2005 e sottosegretario di Stato al ministero dell’Interno fino al 2009, finito in carcere la scorsa settimana con l’accusa di spionaggio. All’80enne la procura generale federale ha contestato lo spionaggio finalizzato al tradimento, la rivelazione di segreti di Stato, il tentato alto tradimento e l’attività di agente segreto. Anche se a oggi non è ancora chiaro per conto di chi spiasse. Le speculazioni vanno dalla Cina alla Russia, passando per l’Azerbaigian, non escludendo neppure la Cia, visto che il Bnd è nato nel 1956 dall’Organizzazione Gehlen, la struttura di spionaggio costruita dagli americani nella Germania Ovest: Reinhard Gehlen era un ex nazista, ufficiale della Wehrmacht hitleriana, ottimo conoscitore dell’Unione Sovietica. Insieme a Hanning è stato arrestato il suo ex capo ufficio e stretto collaboratore all’interno del Bnd, Manfred D., rimasto in servizio attivo fino al suo pensionamento nella primavera di quest’anno. Secondo le indagini, i due avrebbero stretto un accordo finanziario già nella primavera del 2010 e almeno sino al 2022 Manfred D. avrebbe sottratto e consegnato a Hanning circa 2 mila documenti interni e riservati del Bnd, in cambio di denaro. Non è chiaro invece, non essendo almeno per ora oggetto di inchiesta, se l’ex capo dei servizi abbia svolto questa doppia attività anche mentre era in carica, tra la fine degli Anni 90 e i primi Duemila. Non è escluso perciò che possano giungere altre brutte sorprese per il presidente Martin Jäger, che ha dichiarato come la sicurezza interna tedesca non debba ammettere compromessi, mai.

L’intelligence tedesca col vizio del doppio gioco
In realtà la storia, vecchia e recente del Bnd, è piena di scandali, a cominciare da quello di Heinz Felfe, anche lui ex nazista, ufficiale della SS diventato il capo del reparto Controspionaggio dell’Unione Sovietica, con il vizio del doppiogioco a favore di Mosca e arrestato nel 1961, dopo aver trafugato circa 15 mila documenti interni, bruciando le coperture di centinaia di agenti occidentali dietro la cortina di ferro. Negli ultimi 20 anni nell’intelligence tedesca sono stati pizzicati spioni al soldo della Russia, ma anche degli Usa, come Markus R., che tra il 2008 e il 2014 ha venduto agli americani oltre 200 documenti riservati in cambio di un compenso di circa 80 mila euro. Nel 2016 fu condannato a otto anni di reclusione per alto tradimento. Per non contare il grande scandalo dell’Nsa del 2013 quando le rivelazioni di Edward Snowden mostrarono che il Bnd non era soltanto una possibile vittima dello spionaggio americano — come nel caso del telefono di Angela Merkel — ma collaborava anche con la National Security Agency.
