Centro Studi FeNAILP Nazionale: i settori trainanti nella crescita

Quali saranno i settori destinati a sostenere maggiormente l’economia italiana nei prossimi anni? È questa la domanda al centro dell’analisi prospettica del Centro Studi FeNAILP Nazionale, che individua nel turismo, nella manifattura, nei servizi, nella trasformazione digitale e nella transizione energetica alcune delle principali leve sulle quali costruire nuove opportunità di crescita, occupazione e competitività. Il quadro economico richiede prudenza. Le previsioni pubblicate dall’Istat il 5 giugno 2026 indicano una crescita del Pil italiano dello 0,7% sia nel 2026 sia nel 2027, mentre gli investimenti continuerebbero a beneficiare nel 2026 degli interventi collegati al PNRR. Numeri che evidenziano la necessità di rafforzare la produttività e creare condizioni favorevoli allo sviluppo delle imprese. Per comprendere come potrebbe distribuirsi il potenziale di crescita tra le principali filiere produttive, il Centro Studi FeNAILP propone una simulazione orientativa, articolata in percentuali indicative del contributo potenziale dei diversi comparti alla futura spinta economica. Non si tratta di quote ufficiali del Pil né di una previsione statistica certificata, ma di uno scenario di lavoro utile a individuare priorità e opportunità. Nella ripartizione ipotetica, il turismo e l’intera filiera dell’accoglienza potrebbero rappresentare il 18% del potenziale traino individuato, considerando ricettività, ristorazione, trasporti, commercio, cultura, intrattenimento ed esperienze territoriali. Seguono manifattura e Made in Italy, con il 20%; servizi professionali, commercio e attività alle imprese, con il 16%; digitale, intelligenza artificiale e innovazione, con il 14%; costruzioni e riqualificazione del patrimonio immobiliare, con il 10%; energia e tecnologie ambientali, con il 9%; agroalimentare e filiere di qualità, con il 7%; logistica, trasporti e infrastrutture, con il 6%. Queste percentuali, che complessivamente raggiungono il 100%, rappresentano una possibile distribuzione del potenziale di sviluppo tra comparti selezionati e non la ripartizione effettiva della crescita economica italiana. Le filiere, inoltre, sono strettamente interconnesse: l’innovazione digitale può aumentare la competitività del turismo e dell’industria, mentre energia, logistica e infrastrutture incidono sui costi di produzione dell’intero sistema. «Non esiste un unico settore capace, da solo, di garantire la crescita dell’Italia», dichiara Sabato Pecoraro, Presidente Nazionale della FeNAILP. «La nostra economia possiede una struttura articolata, nella quale convivono piccole imprese, attività commerciali, artigianato, industria, turismo e servizi. La sfida consiste nel mettere queste realtà nelle condizioni di collaborare, investire e creare valore aggiunto. Le percentuali elaborate dal Centro Studi vogliono offrire una chiave di lettura delle opportunità, non una graduatoria definitiva del futuro». TURISMO, UNA FILIERA CHE COINVOLGE L’INTERO TERRITORIO Il turismo conserva un ruolo strategico perché genera ricadute che vanno oltre le strutture ricettive. Un visitatore spende per pernottare, mangiare, spostarsi, acquistare prodotti locali, partecipare a eventi e visitare luoghi culturali. Il beneficio economico può quindi raggiungere alberghi, bed and breakfast, ristoranti, bar, negozi, guide, artigiani e imprese di trasporto. «Dobbiamo superare l’idea che il turismo coincida esclusivamente con le presenze negli alberghi», sottolinea Pecoraro. «Il vero obiettivo è aumentare il valore della spesa sul territorio, prolungare i soggiorni e distribuire i flussi durante tutto l’anno. Borghi, aree interne, città d’arte, destinazioni balneari ed enogastronomia possono contribuire a costruire un’offerta più equilibrata, capace di creare lavoro anche fuori dai mesi estivi». In questa prospettiva diventano essenziali la qualità dei servizi, la formazione professionale, la mobilità, la promozione integrata e la digitalizzazione delle imprese. La crescita turistica, tuttavia, non è automatica: dipende dall’andamento dei redditi, dai costi dei trasporti, dalla concorrenza internazionale e dalla capacità delle destinazioni di offrire servizi adeguati. MADE IN ITALY, ARTIGIANATO E COMMERCIO: IL VALORE DELLE IMPRESE La manifattura rimane una componente fondamentale della competitività italiana, soprattutto quando riesce a coniugare qualità, specializzazione, design, ricerca ed esportazioni. Agroalimentare, moda, meccanica, arredamento e produzioni artigianali possono rafforzare il proprio posizionamento attraverso nuovi mercati e processi produttivi più efficienti. «Le piccole e medie imprese non devono essere lasciate sole davanti alle trasformazioni economiche», prosegue il Presidente Nazionale FeNAILP. «Servono accesso al credito, semplificazione amministrativa, incentivi stabili e percorsi di formazione. Un’impresa che investe in macchinari, competenze e nuove tecnologie deve poter programmare il futuro senza essere ostacolata da costi eccessivi o da una burocrazia sproporzionata». Anche il commercio di prossimità e i servizi professionali possono contribuire alla vitalità dei centri urbani. La loro competitività dipenderà dalla capacità di integrare presenza fisica, vendite online, servizi personalizzati e valorizzazione delle produzioni locali. DIGITALE, ENERGIA E COSTRUZIONI: LE INFRASTRUTTURE DELLA CRESCITA La trasformazione digitale può migliorare l’organizzazione aziendale, ridurre gli sprechi e rendere più efficienti i rapporti con clienti e fornitori. Intelligenza artificiale, automazione, sicurezza informatica e competenze digitali rappresentano ambiti nei quali investimenti e formazione potranno fare la differenza. Parallelamente, l’energia costituisce una variabile decisiva per la competitività. Ridurre i consumi, migliorare l’efficienza degli edifici, sviluppare fonti rinnovabili e rendere più prevedibili i costi energetici significa aiutare le imprese a difendere margini e occupazione. Le costruzioni, invece, potranno trovare opportunità nella riqualificazione urbana, nell’efficientamento energetico e nella manutenzione del patrimonio immobiliare, pur dovendo affrontare l’incertezza legata agli incentivi e al costo dei finanziamenti. «La crescita futura dovrà essere accompagnata da investimenti concreti», afferma Pecoraro. «Digitalizzazione, energia e riqualificazione non sono temi separati dall’economia quotidiana: incidono sulle bollette, sulla produttività, sulla qualità del lavoro e sulla capacità delle imprese di restare sul mercato. È necessario orientare le risorse verso progetti realizzabili e risultati misurabili». UNA STRATEGIA PER TRASFORMARE LE OPPORTUNITÀ IN OCCUPAZIONE Per il Centro Studi FeNAILP Nazionale, la questione centrale non consiste soltanto nell’individuare i comparti con maggiori prospettive, ma nel creare le condizioni affinché il loro sviluppo produca benefici diffusi. Occorre favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, investire nelle competenze tecniche, sostenere l’imprenditoria giovanile e femminile e rafforzare il collegamento tra formazione, imprese e territori. «L’Italia può valorizzare le proprie eccellenze soltanto se riesce a trasformarle in produttività, redditi e occupazione stabile», conclude Sabato Pecoraro. «La politica economica deve guardare oltre l’emergenza del momento e costruire una strategia di medio periodo, con regole chiare e strumenti accessibili anche alle realtà più piccole. Il futuro non dipenderà da un solo comparto, ma dalla capacità di far lavorare insieme turismo, industria, artigianato, commercio, agricoltura e innovazione». La sfida dei prossimi anni sarà dunque costruire un modello di sviluppo nel quale la competitività delle imprese si accompagni alla qualità del lavoro e alla valorizzazione dei territori. È su questo equilibrio che l’Italia potrà consolidare le proprie specializzazioni e affrontare con maggiore solidità le trasformazioni dell’economia internazionale.

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