Da Taranto fino a Genova, i lavoratori dell’ex Ilva si mobilitano in occasione dello sciopero nazionale di 24 ore proclamato da Fim, Fiom, Uilm e Usb per lunedì 12 ottobre 2026. Al centro della protesta la loro contrarietà alla chiusura degli impianti dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto e la fermata temporanea, dal 15 novembre, degli stabilimenti di Genova e Novi Ligure.
Sit-in e blocchi a Taranto
A Taranto i lavoratori hanno svolto un’assemblea di due ore nel parcheggio della direzione in cui i segretari sindacali hanno fatto il punto sulla vertenza. Poi un gruppo ha occupato un tratto della statale 106 verso la raffineria Eni. Non sono esclusi altri blocchi stradali e le iniziative di protesta potrebbero proseguire nei prossimi giorni. Gli operai chiedono al governo garanzie sul loro futuro.
Assemblea e corteo a Genova
Mezzi pesanti schierati e molti lavoratori, già dalle prime ore della mattinata, anche davanti alla portineria dell’ex Ilva di Cornigliano dove si è svolta un’assemblea convocata dopo la decisione dei commissari di fermare gli impianti. Presenti la sindaca Silvia Salis, il vicesindaco Terrile e i parlamentari Pastorino e Furlan. «Non c’è alcuna motivazione industriale per trattare in questo modo gli stabilimenti del Nord quando il mercato richiede le loro lavorazioni. Basterebbe un accordo sui mercati internazionali per l’approvvigionamento delle materie prime e il problema non esisterebbe», ha detto Salis muovendosi in corteo assieme ai lavoratori.
