di Erika Noschese
Fondi insufficienti, risorse già stanziate ma non utilizzate e migliaia di pazienti che rischiano di dover pagare di tasca propria visite e prestazioni indispensabili per la gestione della malattia. È un quadro allarmante quello denunciato dall’Associazione Diabetici della Campania, che ha inviato una lettera al ministro della Salute Orazio Schillaci, al presidente della Regione Campania Roberto Fico e all’Ufficio di Gabinetto di Palazzo Santa Lucia per chiedere un intervento immediato sulla ripartizione delle risorse destinate alla diabetologia. A firmare la denuncia è il presidente dell’associazione, Flavio Petroccione, che rappresenta una realtà di circa 20mila iscritti e contesta le decisioni regionali relative ai tetti di spesa e alla mancata compensazione delle risorse non utilizzate dalle singole aziende sanitarie. Una scelta che, secondo l’associazione, penalizza soprattutto i pazienti delle province di Napoli e Salerno, dove si concentra una parte consistente della popolazione diabetica campana. In Campania vivono circa 500mila persone affette da diabete, con una prevalenza della patologia che, secondo i dati richiamati dall’associazione, raggiunge il 7,5% della popolazione, tra le percentuali più elevate a livello nazionale. Numeri che, sottolinea Petroccione, imporrebbero una programmazione sanitaria adeguata alle reali esigenze dei pazienti. Eppure, denuncia l’associazione, la Regione avrebbe deciso di non consentire la compensazione dei cosiddetti sottoutilizzi, vale a dire la possibilità di trasferire le risorse già stanziate ma non spese da alcune Asl verso quelle nelle quali il budget risulta insufficiente rispetto alla domanda di prestazioni. «Ciò che rende queste scelte particolarmente gravi è che la tutela dei malati diabetici non avrebbe richiesto un solo euro in più», evidenzia l’associazione, spiegando che la compensazione non comporterebbe nuovi impegni di spesa, ma permetterebbe semplicemente di utilizzare fondi già destinati alla diabetologia. Secondo i dati riportati nella lettera, nel 2025 sarebbero rimasti inutilizzati circa 850mila euro, concentrati prevalentemente in due centri diabetologici delle Asl di Caserta e Avellino. Risorse che, se redistribuite, avrebbero consentito di garantire ulteriori prestazioni ai pazienti di Napoli e Salerno, dove i tetti di spesa vengono raggiunti con crescente anticipo. L’associazione quantifica in oltre 47mila le visite diabetologiche che si sarebbero potute effettuare utilizzando quelle somme, considerando un rimborso di 17,90 euro per ciascuna prestazione da parte del Servizio sanitario regionale. Il rischio, secondo Petroccione, è che dal prossimo 1° novembre gran parte dei pazienti diabetici campani debba sostenere interamente il costo delle visite di controllo, indispensabili anche per il rinnovo dei piani terapeutici necessari all’accesso a farmaci, insulina e dispositivi per l’autocontrollo della glicemia. Una prospettiva particolarmente preoccupante per le persone economicamente più fragili, che potrebbero essere costrette a rinunciare ai controlli periodici, esponendosi a un maggiore rischio di complicanze. A rendere ancora più controversa la vicenda, secondo l’associazione, sarebbero gli impegni precedentemente assunti dalla Regione. Nel corso di incontri istituzionali, alla presenza del capogruppo dell’opposizione Sangiuliano e presso la Direzione generale per la Tutela della Salute con Ugo Trama, la compensazione dei sottoutilizzi per la diabetologia sarebbe stata espressamente assicurata ai rappresentanti dei pazienti. Un impegno che, secondo quanto denunciato, non avrebbe trovato riscontro nei successivi provvedimenti regionali. Nel mirino finisce anche la delibera di Giunta regionale numero 540 del 2026, che conferma per la diabetologia un tetto di spesa di 12 milioni e 850mila euro, pari ad appena il 2% delle risorse destinate alla specialistica ambulatoriale. Una dotazione ritenuta del tutto inadeguata rispetto alla diffusione della malattia, soprattutto considerando che, secondo l’associazione, il 50% dei fondi continuerebbe a essere assegnato alle Asl di Caserta e Avellino, determinando forti squilibri rispetto agli altri territori. «La Regione ha scelto di lasciare inutilizzate risorse già destinate ai diabetici, anziché impiegarle per curarli», è l’accusa contenuta nella lettera. La disparità emergerebbe anche dal confronto tra la spesa sanitaria pro capite. L’associazione richiama alcuni precedenti provvedimenti regionali che avevano individuato un parametro medio annuo di 240 euro per paziente diabetico. Una soglia che, secondo Petroccione, verrebbe oggi garantita soltanto nelle Asl di Caserta e Avellino, mentre per i pazienti di Napoli e Salerno la spesa scenderebbe sotto i 100 euro annui. «Una disparità di trattamento inaccettabile tra cittadini della stessa Regione, affetti dalla stessa patologia e titolari degli stessi diritti», denuncia l’associazione, che parla di pazienti trattati come «malati di serie D».La questione non riguarda soltanto l’accesso alle visite specialistiche, ma anche le possibili conseguenze sulla salute pubblica. Il diabete, se non adeguatamente monitorato, può determinare complicanze cardiovascolari, renali, neurologiche e oculari, fino a condizioni particolarmente gravi che possono richiedere ricoveri ospedalieri e interventi chirurgici.Secondo i dati richiamati dall’associazione, in Campania si registrerebbero circa 600 amputazioni all’anno legate alle complicanze del diabete. Un fenomeno che evidenzia l’importanza della prevenzione, dei controlli periodici e della continuità assistenziale. Petroccione sottolinea inoltre come il mancato investimento nella prevenzione rischi di tradursi in costi sanitari ben più elevati per la Regione, a causa dell’aumento dei ricoveri e delle ospedalizzazioni potenzialmente evitabili. «La Regione non risparmia nulla negando la compensazione, ma si espone a costi ben maggiori», evidenzia l’associazione, contestando quella che considera una gestione delle risorse non coerente con il diritto alla salute e con la garanzia dei Livelli essenziali di assistenza.Da qui la richiesta di un intervento immediato rivolto al Governo e alla Regione Campania. Tre, in particolare, le misure sollecitate: estendere alla diabetologia la compensazione dei sottoutilizzi, già prevista per altre prestazioni salvavita come dialisi e radioterapia; adeguare il tetto di spesa alla reale diffusione della patologia; rivedere i criteri di distribuzione delle risorse tra le Asl, tenendo conto del numero effettivo dei pazienti assistiti.L’associazione chiede inoltre che venga valutata la possibile violazione degli obblighi regionali relativi alla garanzia dei Livelli essenziali di assistenza, riservandosi di ricorrere alle sedi giudiziarie per tutelare i diritti dei malati.Una vertenza che coinvolge direttamente migliaia di famiglie campane e che assume particolare rilevanza nelle province di Napoli e Salerno, dove l’esaurimento anticipato dei budget rischia di compromettere la continuità delle cureL’appello di Petroccione è rivolto alle istituzioni affinché intervengano prima che le conseguenze delle scelte amministrative ricadano ulteriormente sui pazienti. Per l’associazione, la questione è soprattutto di equità: garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dall’Asl di appartenenza e dalle condizioni economiche, le stesse possibilità di accesso alle prestazioni necessarie per convivere con una patologia cronica. Una battaglia che potrebbe ora aprire un nuovo confronto con Palazzo Santa Lucia, chiamato a rispondere alle contestazioni e alle richieste di revisione dei provvedimenti regionali.
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