S. Severino. Stop alla demolizione della tettoia ferroviaria

MERCATO SAN SEVERINO. La vicenda della storica tettoia in legno del piano caricatore della stazione ferroviaria registra un’improvvisa svolta. Dopo giorni di crescente attenzione pubblica e l’intervento deciso della minoranza consiliare, l’amministrazione comunale ha sospeso l’avvio dei lavori di demolizione, inizialmente previsto per domani in base a una recente ordinanza di regolazione del traffico. A sollevare la questione era stato Giovanni Romano, capogruppo del Movimento Civico Sanseverinese, che aveva formalmente chiesto al Sindaco e alla Soprintendenza di bloccare l’abbattimento della struttura. Romano aveva ricordato che, nell’aprile dello scorso anno, dopo la caduta di alcune tegole, il Sindaco Antonio Somma aveva annunciato pubblicamente un progetto di recupero della tettoia, in interlocuzione con la Soprintendenza. “A distanza di un anno e mezzo – aveva dichiarato l’esponente di minoranza – non solo non si parla più di ristrutturazione, ma apprendiamo da un’ordinanza dell’Area di Vigilanza che è stata disposta la demolizione. Una decisione che contraddice quanto annunciato dal primo cittadino”. La struttura, infatti, non è un semplice manufatto: nel giugno scorso l’associazione nazionale Italia Nostra l’ha inserita nella Lista Rossa dei beni culturali in pericolo, richiamando l’attenzione sul valore storico e architettonico dell’intero scalo merci. In una nota ufficiale, l’avvocato Antonio Di Palma, presidente della sezione locale “Antonio Pesce”, ha ricordato che la tettoia con capriate in legno, la pavimentazione in pietra e il magazzino retrostante sono tutelati ope legis ai sensi dell’articolo 10 del Codice dei Beni Culturali. L’area, inoltre, si trova a pochi metri dal centro storico e dalla piazza Martinez Y Cabrera, dove sorge la villa Risi-Colasanto, edificio vincolato con decreti del 1989: un contesto di particolare pregio culturale e paesaggistico. Alla luce di questi elementi, l’opposizione aveva chiesto la revoca immediata dell’ordinanza dirigenziale e la riapertura del confronto sul progetto di restauro annunciato lo scorso anno. Parallelamente, era stata inviata una comunicazione alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Salerno e Avellino per sollecitare un intervento di tutela. Nel pomeriggio di ieri è arrivata la novità: una nuova ordinanza dirigenziale ha sospeso l’inizio dei lavori di demolizione, accogliendo di fatto le richieste avanzate dalla minoranza e da numerosi cittadini. “Pericolo scongiurato… per ora”. commenta Romano, sottolineando come la decisione rappresenti un primo passo verso la salvaguardia del bene. “La dis‑amministrazione – ha detto Romano – ha preso atto delle legittime proteste e della nostra richiesta. Ora attendiamo che si dia seguito all’impegno propagandato un anno fa e si proceda con il restauro della tettoia e la riqualificazione dello spazio che appartiene a tutti noi”. La vicenda, pur registrando un esito momentaneamente favorevole ai sostenitori della tutela, resta aperta. La sospensione dei lavori non chiude il caso: sarà ora necessario definire un percorso chiaro, condiviso e conforme alle norme di tutela, per garantire la conservazione di un elemento identitario della memoria ferroviaria e urbana di Mercato San Severino. Mario Rinaldi

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