Voto anticipato: il testacoda di Malan agita gli alleati

Una volta che sembra filare tutto liscio, con la maggioranza che si appresta a dare il via libera finale alla nuova legge elettorale senza grossi incidenti, a inciampare è un big di Fratelli d’Italia, Lucio Malan.

Il Melonellum passa in secondo piano

Il capogruppo meloniano al Senato, politico ‘navigato’ con sei legislature alle spalle – prima un passaggio con la Lega Nord poi con Forza Italia e infine con FdI – parla di Politiche anticipate a maggio, salvo poi correggersi dopo poche ore affermando che si arriverà alla fine della legislatura (autunno 2027). Le dichiarazioni contraddittorie del presidente dei senatori di FdI animano i capannelli del Transatlantico in un giorno in cui la legge elettorale incassa due voti di fiducia su altrettanti articoli della norma. Nessuno però pensa più al Melonellum: tutti riflettono sulla data del voto e sulla ragione di una correzione così repentina da parte di Malan. Non è infatti un mistero che FdI non troverebbe niente di strano nella possibilità di anticipare la fine della legislatura: hanno evocato in passato questa ipotesi alcuni big del partito come il responsabile organizzazione Giovanni Donzelli, l’ex presidente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama e sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni e, ultimo in ordine cronologico, il presidente del Senato, Ignazio La Russa.

Voto anticipato: il testacoda di Malan agita gli alleati
Voto anticipato: il testacoda di Malan agita gli alleati
Voto anticipato: il testacoda di Malan agita gli alleati

La correzione repentina per rassicurare Lega e FdI

«La scadenza com’è noto è cinque anni, abbiamo votato a settembre e quindi si potrebbe rivotare a settembre», è il ragionamento fatto da Malan. «Il difetto di votare a settembre è che hai poco tempo per la campagna elettorale e poi bisogna fare la legge di bilancio che è una cosa molto delicata, per cui potrebbe esserci l’esigenza di votare a maggio. Potrebbe avere un senso votare insieme alle Comunali». Il dirigente di FdI si corregge subito dopo: «Per quanto ci riguarda, la legislatura va fino in fondo e cioè fino all’autunno del 2027, ferme restando le prerogative del capo dello Stato». La puntualizzazione – forse non a caso – contiene un richiamo al presidente della Repubblica, cui spetta la prerogativa di sciogliere in anticipo le Camere dopo aver constatato l’assenza di una maggioranza parlamentare. Forse, alla vigilia di un voto scivoloso come quello segreto sulla legge elettorale, la correzione serve anche come captatio benevolentiae nei confronti degli alleati riottosi di Lega e Forza Italia, che vedono come fumo negli occhi la possibilità di un voto anticipato.

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Lucio Malan.

L’incognita Vannacci e i calcoli del centrodestra

Il problema della data del voto, nella maggioranza, si intreccia a doppio filo con quello della crescita del partito fondato da Roberto Vannacci. I partiti del centrodestra sono divisi, anche al loro interno, tra chi vorrebbe arrivare all’autunno del 2027, per cercare di recuperare terreno, come la Lega di Matteo Salvini scesa al 4,5 per cento nell’ultimo sondaggio del Fatto quotidiano, e chi invece vuole togliere tempo a Vannacci, convinto che il trend del generale sia ancora in crescita. Anche in FdI e ai ‘piani nobili’ di Palazzo Chigi è in corso una riflessione. Ma nell’entourage della presidente del Consiglio ci sono alcuni che ritengono ancora che più passa il tempo più l’ex generale sia destinato a ‘sgonfiarsi’ riducendo, insieme alle percentuali, l’eventuale danno che potrebbe arrecare al centrodestra alle elezioni.

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Matteo Salvini.

Certamente, con il via libera definitivo al Melonellum, i leader della maggioranza faranno il punto, commissioneranno sondaggi, elaboreranno previsioni. E cominceranno a riflettere seriamente sulla data del voto, che comunque dovrà scavallare la metà di aprile per consentire ai parlamentari di maturare il “vitalizio“. E non andare molto oltre la metà di maggio se si vuole fare l’accorpamento con le Amministrative, perché ci deve essere il tempo per fare i ballottaggi entro l’inizio di giugno, data di chiusura delle scuole. Un tema che non depone a favore dello scenario di voto in conclusione della legislatura è poi, nel dibattito interno alla maggioranza e a FdI, quello della tenuta di FI e Lega, in discesa nei sondaggi anche a causa di leader – Salvini e Antonio Tajani – dalle immagini sempre più appannate. Dopo l’ok alla nuova legge elettorale tutto sarà più chiaro.