La Procura di Roma ha avanzato richiesta di archiviazione per il procedimento penale relativo alle accuse di violenza sessuale che vedevano coinvolto il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro, finito al centro di un’indagine a seguito della denuncia presentata da un’imprenditrice per fatti che sarebbero avvenuti nel febbraio del 2025 all’interno del suo studio parlamentare. L’iniziativa dei magistrati capitolini è stata resa nota dall’avvocata Teresa Manente, responsabile dell’Ufficio legale dell’associazione Differenza Donna e legale della persona offesa nel procedimento pendente contro il senatore. La penalista ha spiegato chiaramente come la decisione degli inquirenti poggi le sue basi unicamente su una questione giuridica legata alla procedibilità del reato, poiché la persona offesa ha proposto querela oltre i termini stabiliti dalla legge, ovvero a distanza di oltre un anno dall’episodio contestato. Questa richiesta di chiusura delle indagini, dunque, non contiene secondo la difesa della donna alcuna valutazione negativa riguardo all’attendibilità della persona offesa e non smentisce, nel merito, il racconto da lei reso. Al contrario, all’interno del fascicolo d’indagine risultano acquisiti agli atti elementi significativi e del tutto coerenti con la ricostruzione fornita dalla vittima. Fra questi figura la deposizione di un testimone chiave che, avendo avuto modo di incontrarla nell’immediatezza dei fatti, ne ha descritto il profondo turbamento, il pianto e lo stato di sconvolgimento per quanto accaduto. Inoltre, la stessa circostanza che la donna, nei primissimi momenti successivi ai fatti, non abbia rappresentato immediatamente e integralmente la gravità della violenza subita non può essere letta, come si legge nella richiesta di archiviazione riferita dalla legale, come indice di inattendibilità. La difficoltà di nominare e raccontare un’aggressione sessuale nell’immediatezza costituisce infatti un fenomeno ampiamente conosciuto nella letteratura scientifica e nell’esperienza maturata nel lavoro a contatto con le donne vittime di violenza. Fattori emotivi complessi come shock, vergogna, paura, senso di colpa, timore del giudizio o di non essere credute possono determinare racconti inizialmente parziali, frammentati o progressivamente più completi. La richiesta di archiviazione formulata dai magistrati attiene quindi alla sola questione della non tempestività della querela e non costituisce in alcun modo una smentita dei fatti denunciati dalla donna né una valutazione di inattendibilità della persona offesa. Si tratta di una distinzione essenziale che, come sottolineato dall’avvocata Manente, deve essere mantenuta con chiarezza anche nel racconto pubblico della vicenda, affinché una questione esclusivamente processuale non venga impropriamente rappresentata come un accertamento di infondatezza della denuncia. Preso atto della richiesta di archiviazione, la difesa della vittima ha fatto sapere che valuterà le prossime azioni da intraprendere. La vicenda trae origine da un contatto di natura professionale avvenuto tra la vittima e il politico campano, propiziato da un carabiniere amico del parlamentare per concordare una fornitura di bottiglie di vino destinata all’inaugurazione della residenza caprese di Silvestro, noto collezionista ed estimatore del settore. Quell’ordine da circa settemila euro non si concretizzò mai e la donna ha successivamente spiegato agli inquirenti di essere stata costretta a intraprendere un percorso terapeutico per superare il trauma patito, denunciando altresì di aver subito condotte intimidatorie da parte del militare dell’Arma volte a dissuaderla dal presentarsi alle autorità per sporgere formale denuncia. Sul fronte opposto, la posizione della difesa del senatore cinquantacinquenne, il quale vanta una lunga carriera politica iniziata nel 2000 nel comune d’origine di Arzano, segnata da un’interruzione nel 2017 a causa del lutto per la scomparsa del figlio e da una candidatura alle regionali del 2020 condizionata da un’accusa di concussione poi del tutto archiviata prima dell’elezione a Palazzo Madama nel 2022, è improntata al rigoroso rispetto delle procedure tecniche. Il legale del parlamentare, l’avvocato Roberto Guida, ha commentato gli sviluppi dell’inchiesta prendendo ufficialmente atto delle determinazioni maturate dagli inquirenti romani. “Quale legale del senatore prendo atto del deposito della richiesta di archiviazione dall’ufficio della Procura di Roma, notizia che noi avevamo già appreso nello svolgimento della mia attività professionale presso le segreterie” ha dichiarato l’avvocato Guida, precisando subito dopo i confini della propria conoscenza degli atti processuali, “non conosco il contenuto della richiesta di archiviazione perché non posso avere accesso agli atti in qualità di difensore”. Il penalista ha manifestato viva perplessità di fronte alle ricostruzioni diffuse dalla controparte attraverso gli organi di informazione nelle ultime ore. “Mi sorprende tuttavia, leggendo i contenuti di alcune agenzie, di alcune dichiarazioni della collega che difende la denunciante, in cui addirittura ipotizza che la Procura sia entrata nel merito” ha osservato con fermezza il legale del politico di Forza Italia, evidenziando come la circostanza sia “abbastanza difficile, mi sembra, tenuto conto che pare che la richiesta di archiviazione sia per la tardività della querela, dunque in mancanza della condizione di procedibilità”. Proseguendo nell’analisi della norma procedurale e delle implicazioni giuridiche dell’atto depositato dai magistrati della Procura capitolina, il difensore ha ribadito l’impossibilità strutturale per i PM di formulare giudizi qualitativi sulle deposizioni in presenza di un ostacolo formale invalicabile. “Il codice inibisce ogni accertamento sul merito della vicenda, in questi casi, quindi non so, è plausibile che sia stata malcompresa l’agenzia. Mi sembra strano che il PM abbia affermato qualcosa circa l’attendibilità della denunciante” ha specificato l’avvocato Guida, aggiungendo che l’organo inquirente “non potrebbe affermare né l’attendibilità né l’inattendibilità, a meno dell’accertamento del fatto”. Qualora le indagini si fossero spinte approfonditamente sul terreno della verifica dei fatti storici contestati, le dinamiche istruttorie avrebbero necessariamente seguito un altro tipo di percorso metodologico e procedurale. “D’altro canto, se fosse stato svolto un accertamento sul merito della vicenda, probabilmente sarebbero state sentite altre persone presenti e/o informate sui fatti, per chiarire la vicenda” ha infatti argomentato il difensore del senatore azzurro, tracciando le tappe dei prossimi passaggi giudiziari previsti dall’ordinamento. “Attendiamo di verificare se la persona offesa intenderà opporsi ” ha infine concluso il legale, lasciando aperta la partita giudiziaria nell’attesa che le decisioni del Giudice per le indagini preliminari facciano definitiva luce sul destino del procedimento.
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