Le mosse delle correnti Pd per prepararsi al voto e blindare Schlein al Nazareno

I riformisti a Prato, il ‘correntone’ dem a Montepulciano. Come un anno fa, ma con le elezioni molto più vicine. Le correnti del Pd cominciano a organizzarsi in vista di una campagna elettorale di fatto già in pieno corso, ma soprattutto di alcuni passaggi statutari che attendono la segretaria. E con essa il partito.

La sfida tra Schlein e Conte ha messo la sordina alle polemiche interne

Sabato 26 settembre, i riformisti si vedranno alla Casa del Popolo di via Bisenzio a San Martino per la seconda assemblea, dal titolo Cambiare!, che suona come un auspicio e un’esortazione rispetto alla sfida contro Giorgia Meloni. A ottobre invece la maggioranza Pd si è data appuntamento a Montepulciano, dove l’anno scorso è stata tenuta a battesimo dalle tre aree che fanno riferimento a Dario Franceschini, ad Andrea Orlando e a Stefano Bonaccini, ormai parte integrante della maggioranza dem. Da sottolineare la ‘sordina’ messa alle polemiche interne dalla corsa ingaggiata da Elly Schlein contro Giuseppe Conte per la leadership del centrosinistra. Corsa nella quale, nonostante le tensioni che hanno attraversato il partito dall’avvio dell’amministrazione Schlein, i riformisti sostengono convintamente la segretaria, non fosse altro che per scacciare lo spettro di una coalizione a trazione contiana.

Le mosse delle correnti Pd per prepararsi al voto e blindare Schlein al Nazareno
Elly Schlein e Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

I passaggi per prorogare il mandato della segretaria

I due appuntamenti, dunque, serviranno per preparare la corsa al voto e, prima ancora, i due passaggi in Direzione e in Assemblea che servono a prorogare il mandato di Schlein. Un passaggio dovuto, ma scontato, dicono nel partito, visto che nessuno si sogna in questo momento di chiedere un passo indietro alla segretaria. Schlein ha bisogno di mettere il sigillo degli organi statutari alla proroga del mandato al Nazareno perché, in caso contrario, ogni suo provvedimento da segretaria potrebbe essere impugnato. Comprese le liste, vera arma di fine mondo di ogni leader del Pd che, con esse, può decidere della vita o della morte politica di ogni parlamentare o esponente che aspiri a entrare a palazzo.

Le mosse delle correnti Pd per prepararsi al voto e blindare Schlein al Nazareno
La sede del Pd (Imagoeconomica).

Il difficile equilibrismo del Nazareno sull’Ucraina

Nonostante la ‘sordina’ alle polemiche interne, però, alcuni segnali dicono che i due appuntamenti delle aree non saranno del tutto privi di strascichi. I riformisti, che terranno un’assemblea incentrata su tre parole d’ordine – proteggere, prendersi cura e crescere – prevedono un focus sull’aiuto in armi all’Ucraina. Si tratta del tema più spinoso sul tavolo della segretaria, tirata sia dagli alleati perché dica un no convinto all’invio di armi a Kyiv sia dagli stessi riformisti – ma non solo loro – che spingono per una posizione più netta a favore del sostegno al popolo ucraino. Finora Schlein è riuscita a mantenere la barra sul «sostegno al popolo ucraino ingiustamente invaso», ma con un maggiore impegno diplomatico, soprattutto da parte dell’Unione Europea. Resta da vedere se con le primarie di coalizione alle porte questo basterà a sopire il duello con Conte. Anche perché il leader M5s continua a sottolineare che, comunque andranno le consultazioni, non si potrà continuare a inviare armi ad libitum. Un concetto ribadito anche dalle proposte uscite da Nova e ora al vaglio della base M5s: «Continuare a inviare armi» all’Ucraina, «significa allontanare la pace».

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Elly Schlein (Imagoeconomica).

Continua il balletto delle primarie

Uno iato davanti al quale i maggiorenti di centrosinistra tornano a interrogarsi sull’opportunità di convocare i gazebo. Il rossoverde Angelo Bonelli, per esempio, avverte che «i gazebo rischiano di accentuare le differenze e di produrre conseguenze sugli elettori. I problemi programmatici e politici si risolvono con la politica». Un padre nobile del centrosinistra come Massimo D’Alema non nasconde le sue molte «perplessità verso un percorso che inevitabilmente mette l’accento sulle divisioni, sulle distinzioni e non sulle cose che uniscono. Perché se si fa una campagna elettorale all’interno del centrosinistra, ognuno è portato a distinguersi dagli altri. Non mi pare utile».

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Massimo D’Alema con Elly Schlein (Imagoeconomica).

Chi chiede di accelerare verso le primarie è, invece, il riformista Filippo Sensi: «Vorrei che ci fossero le primarie e mi piacerebbe che fossero a doppio turno. Dobbiamo scegliere e decidere noi un percorso, non aspettare che la data delle elezioni la dia Giorgia Meloni. Se facciamo così siamo appesi a quel che dice lei. E se ci facesse ‘il cucchiaio’, dicendo “votiamo a ottobre” e invece le elezioni si fanno ad aprile?».

Le mosse delle correnti Pd per prepararsi al voto e blindare Schlein al Nazareno
Filippo Sensi (Imagoeconomica).