Sufian Abu Zaida, ex ministro dell’Autorità nazionale palestinese, si è fatto avanti affermando di essere la fonte citata nell’articolo di Haaretz che riportava come Benjamin Netanyahu fosse stato avvertito dei piani di Hamas dal presidente emiratino Mohammed bin Zayed, poco prima del 7 ottobre 2023. L’articolo di Haaretz si basava su alcuni passaggi del libro in uscita Kidnapped: 843 Days of Abandonment, scritto dai giornalisti Shlomi Eldarand e Ruth Yuval.

L’ammissione in un video pubblicato su Facebook
In un video su Facebook, Abu Zaida ha spiegato di aver svolto all’epoca dei fatti raccontati nel volume il ruolo di intermediario tra Israele e Hamas, trasmettendo agli Emirati e ai servizi di intelligence di Tel Aviv un avvertimento sui piani di Yahya Sinwar (allora leader di Hamas a Gaza) per una grande offensiva: scopo dell’operazione far deragliare gli Accordi di Abramo e gli equilibri in Medio Oriente. Haaretz aveva ipotizzato inizialmente che l’intermediario fosse Mohammed Dahlan, ex leader di Fatah nella Striscia di Gaza, o una persona che agiva per suo conto.
Chi è Sufian Abu Zaida, ex ministro dell’Anp
Esponente di Fatah, il 66enne Abu Zaida è stato ministro per gli Affari dei Detenuti dell’Anp dall’inizio del 2005 a quello del 2006, quando le elezioni legislative palestinesi videro la vittoria di Hamas. Originario di Jabalia e parte di una fazione di Fatah che sostiene Dahlan, nel tempo ha collaborato strettamente con Tel Aviv (nonostante avesse trascorso 12 anni in una prigione dello Stato ebraico) e intrecciato legami con importanti esponenti di Hamas, mantenendo anche contatti regolari con giornalisti israeliani. Au Zaida ha lasciato l’enclave palestinese alla volta dell’Egitto all’inizio della guerra: da allora risiede al Cairo.
Netanyahu, la smentita e l’attacco a Haaretz
L’ufficio di Netanyahu si era affrettato a smentire quanto scritto nel libro e riportato da Haaretz: «Una menzogna totale. Il primo ministro non ha parlato con il presidente degli Emirati durante il periodo in questione e non ha ricevuto alcun avvertimento da parte sua». Successivamente lo stesso Netanyahu, ha inviato una lettera di diffida alla testata di sinistra, da sempre una spina nel fianco dell’attuale premier israeliano. Questa la risposta del direttore Aluf Benn: «Non siamo spaventati dalle minacce del primo ministro e dai suoi tentativi di strangolarci finanziariamente. Continueremo a difendere i diritti umani e civili e denunciare le irregolarità e i crimini di guerra del governo».
