di Flavio Boccia
* Sulla riqualificazione dello Stadio Arechi e del Campo Volpe siamo arrivati a un punto nel quale, a mio avviso, non bastano più comunicati e rassicurazioni. Ora devono parlare gli atti. Il Comune di Salerno ha formalmente negato la mia richiesta di accesso documentale. Il provvedimento è sottoscritto dall’Arch. Giovanna Avella, RUP e Dirigente del Settore Manutenzione del Patrimonio Pubblico Comunale, sostenendo, tra le motivazioni, che non emergerebbe un interesse diretto, concreto e attuale e richiamando il divieto di controllo generalizzato sull’operato della Pubblica Amministrazione. Ho formalmente contestato il diniego e chiesto il riesame, ribadendo che la richiesta riguardava un’opera precisamente individuata e documenti altrettanto determinati: deliberazioni, determinazioni, progetti, cronoprogrammi, relazioni economico-finanziarie e, soprattutto, atti sulla copertura finanziaria. La vicenda è stata quindi portata all’attenzione del Difensore Civico della Regione Campania, del Prefetto di Salerno e dell’ANAC, affinché ciascuna istituzione possa effettuare le valutazioni di propria competenza. INTANTO È ARRIVATA LA RISPOSTA DEL DIPE/CIPESS Ed è questo il passaggio che rende la situazione ancora più delicata. La Presidenza del Consiglio dei Ministri – DIPE, rispondendo alla mia richiesta del 27 agosto, ha comunicato che, allo stato degli atti del Dipartimento e del Comitato, non risulta pervenuta alcuna richiesta di finanziamento relativa allo Stadio Arechi e al Campo Volpe. Il DIPE evidenzia inoltre che non risultano deliberazioni CIPESS sul finanziamento dei due impianti e che nell’Accordo per la Coesione della Regione Campania non risulterebbe ricompreso alcun intervento avente ad oggetto “Stadio Arechi” o “Campo Volpe”. Questo non significa automaticamente che i 139 milioni non esistano. Ma rende inevitabile una domanda: da dove provengono esattamente queste risorse e qual è l’atto che ne garantisce oggi la copertura? APPALTO GIÀ AGGIUDICATO: PUÒ DIVENTARE UN PRECEDENTE NAZIONALE? Ho presentato inoltre una nuova e autonoma istanza per ottenere tutta la documentazione relativa alla procedura di affidamento, aggiudicazione e contrattualizzazione dei lavori, compresi gli atti relativi alla copertura finanziaria. Ed è qui che la vicenda potrebbe assumere una dimensione nazionale. Se è stato possibile procedere all’aggiudicazione di un accordo quadro di oltre 100 milioni di euro attraverso questo percorso e completare successivamente determinati passaggi economico-finanziari, allora sarebbe fondamentale conoscere quale meccanismo giuridico lo abbia consentito. Se è un percorso pienamente legittimo e replicabile, potrebbe rappresentare un precedente importante per gli altri Comuni italiani impegnati nella realizzazione di stadi, scuole, infrastrutture e grandi opere. Se invece Salerno rappresenta un caso particolare, bisogna spiegare perché e sulla base di quali atti. AL SINDACO CHIEDO DI DOCUMENTARE, NON SEMPLICEMENTE DI SMENTIRE Il Comune ha pubblicamente sostenuto che per il finanziamento non sono previsti passaggi al CIPESS e che le procedure stanno andando avanti. Mi auguro che tutte le rassicurazioni fornite trovino piena conferma. Ma adesso esiste una risposta ufficiale del DIPE/CIPESS. Per questo non basta più affermare che i soldi ci sono. Occorre indicare la fonte. Occorre indicare l’atto di copertura. Occorre spiegare il percorso che ha consentito l’aggiudicazione. E soprattutto occorre consentire di conoscere la documentazione amministrativa che può chiarire definitivamente la vicenda. Non sostengo che i 139 milioni siano stati persi. Non sostengo che l’appalto sia illegittimo. Chiedo che venga dimostrato documentalmente il percorso seguito. Se questo percorso è corretto, potrebbe persino diventare un modello innovativo per altri Comuni italiani. Ma un modello deve essere trasparente, documentato e replicabile. Altrimenti non sarebbe un precedente. Sarebbe un’eccezione che merita di essere spiegata. *Rappresentante di Interessi presso il Parlamento Italiano Rappresentante di Interessi presso il Parlamento Europeo Europrogettista – Fondi Europei e Finanza Agevolata
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