Ruggi, parte civile contro Alfano

di Erika Noschese

L’Azienda ospedaliera universitaria “Ruggi d’Aragona” di Salerno ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario che vede coinvolto Carmine Alfano, primario di Chirurgia plastica e responsabile della Scuola di specializzazione di Salerno. La decisione è stata assunta con l’obiettivo di tutelare gli interessi dell’azienda sanitaria nell’ambito del processo nel quale al docente universitario vengono contestati, a vario titolo, i reati di stalking, concussione, truffa ai danni del sistema sanitario e falso ideologico. Il procedimento muove dalle denunce presentate da alcuni medici specializzandi, che nel corso delle indagini avrebbero riferito di una serie di comportamenti e richieste ritenuti estranei alle attività formative previste dal loro percorso universitario. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 2 novembre davanti al Gup Benedetta Rossella Setta. In quella sede sarà dunque affrontato anche il tema delle costituzioni delle parti, con il Ruggi che ha formalizzato la propria intenzione di intervenire nel procedimento per difendere le proprie ragioni. Al centro dell’inchiesta ci sono le accuse formulate dagli specializzandi nei confronti del docente. Secondo la ricostruzione della Procura, agli studenti sarebbero state richieste anche attività non riconducibili alla formazione specialistica: tra queste, secondo quanto emerso dagli atti, ci sarebbero il parcheggio dell’automobile del professore, il pagamento al Cup di ricette destinate ad amici e familiari, l’installazione di telecamere presso la sua abitazione privata e attività legate alla campagna elettorale di Alfano, candidato alla carica di sindaco di Torre Annunziata. Una parte significativa dell’inchiesta riguarda proprio i presunti comportamenti che sarebbero stati adottati nei confronti degli specializzandi che avrebbero manifestato dissenso o si sarebbero rifiutati di assecondare determinate richieste. Le accuse parlano di presunte ritorsioni, con alcuni giovani medici che sarebbero stati allontanati dalla sala operatoria, insultati o destinatari di atteggiamenti denigratori. Circostanze che dovranno naturalmente essere vagliate nel corso del procedimento e sulle quali spetterà alla magistratura pronunciarsi. A supporto delle loro dichiarazioni, gli specializzandi avrebbero consegnato agli inquirenti numerose registrazioni audio. Un materiale particolarmente consistente, che avrebbe consentito agli investigatori di ricostruire conversazioni e situazioni interne alla Scuola di specializzazione. Tra gli elementi contestati al docente figurerebbero inoltre alcune dichiarazioni pronunciate durante interventi pubblici e comizi, con particolare riferimento a frasi rivolte alla comunità omosessuale. La vicenda aveva già prodotto conseguenze sul piano accademico. Nel giugno del 2024, infatti, Alfano era stato sospeso dall’attività universitaria con un provvedimento firmato dall’allora rettore Vincenzo Loia. Al termine del periodo di sospensione, circa un anno più tardi, il docente era tornato a svolgere la propria attività professionale e a frequentare la struttura ospedaliera. Nel frattempo, l’inchiesta giudiziaria si era ulteriormente ampliata, arrivando a comprendere anche contestazioni relative all’attività sanitaria svolta tra giugno 2023 e marzo 2024. Secondo l’ipotesi accusatoria, Alfano avrebbe eseguito alcuni interventi di natura esclusivamente estetica, tra cui mastopessi e impianti di protesi mammarie, facendoli risultare come prestazioni di carattere terapeutico. Anche questo capitolo dell’indagine riguarda presunte condotte che dovranno essere accertate nel corso del procedimento. La Procura ha individuato tra le persone offese i medici specializzandi coinvolti nella vicenda, il Sistema sanitario regionale e la stessa Azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona. È proprio alla luce del possibile danno arrecato all’azienda che la direzione ha scelto di assumere una posizione processuale diretta, chiedendo di partecipare al giudizio come parte civile. A rappresentare il Ruggi sarà l’avvocato Cecchino Cacciatore, professionista inserito nella short list aziendale. La scelta, secondo quanto riportato nel provvedimento dell’Azienda, è stata motivata dalla «delicatezza della materia» e dall’«elevato carico di lavoro dell’Avvocatura interna». L’incarico consentirà dunque all’Azienda di tutelare in sede giudiziaria i propri interessi nell’ambito di una vicenda che, oltre agli aspetti strettamente penali, coinvolge direttamente una struttura sanitaria pubblica e il percorso di formazione dei giovani medici. Il prossimo appuntamento giudiziario sarà quindi quello del 2 novembre, quando davanti al giudice dell’udienza preliminare verranno esaminati gli elementi raccolti durante le indagini e le posizioni processuali delle parti. Sarà il procedimento a stabilire la fondatezza delle accuse contestate ad Alfano, che, come ogni imputato, resta presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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