Cristina Seymandi si candida a sindaca di Torino con una sua lista civica

Dal gossip dei tradimenti a candidata sindaca di Torino. L’imprenditrice Cristina Seymandi, protagonista del famigerato video in cui l’allora compagno banchiere Massimo Segre la accusava di infedeltà durante una festa in cui avrebbero dovuto annunciare le nozze, sta mettendo a punto una sua lista civica in vista delle Comunali in programma nel capoluogo piemontese nel 2027. «Mi candido perché ho una figlia di 20 e vorrei rimanesse a Torino. Fa ingegneria aerospaziale e desidero che resti a lavorare qui per orgoglio nei confronti della sua città», ha spiegato all’edizione locale di Repubblica. I principali punti del suo programma, ha anticipato spiegando di aver ricevuto già numerose adesioni, saranno il caro affitti, la sicurezza, l’industria e le periferie.

Cristina Seymandi si candida a sindaca di Torino con una sua lista civica
Cristina Seymandi (Instagram).

Nel 2021 aveva tentato di entrare in Consiglio comunale

Sembrava che Seymandi in vista del 2027 stesse cercando una candidatura con Forza Italia. E invece correrà come sindaca con una sua lista. In passato collaboratrice dell’ex prima cittadina pentastellata Chiara Appendino, la manager aveva rotto col M5s e aveva tentato di entrare in Consiglio comunale a Torino candidandosi nel 2021 con l’aspirante sindaco per il centrodestra Paolo Damilano: appena 318 preferenze e niente di fatto. Dopo il “fattaccio” del video (cavalcato ampiamente tramite ospitate in trasmissioni televisive e podcast), Seymandi era stata avvistata ad Atreju di Fratelli d’Italia e aveva anche aderito a Italia c’è, formazione fondata dall’ex renziano Gianfranco Librandi, tornato dal 2024 in FI. Durante l’intervista a Repubblica, Seymnandi ha definito Maurizio Marrone (FdI), possibile candidato del centrodestra, «una persona per bene, ma carente su alcuni aspetti fondamentali della contemporaneità».

Cristina Seymandi si candida a sindaca di Torino con una sua lista civica
Cristina Seymandi (Instagram).

Come è finita la vicenda del video diventato virale

Facendo un passo indietro e ripercorrendo quanto successo dopo la diffusione del celeberrimo video con le accuse di corna sa parte del “quasi” promesso sposo, Seymandi aveva definito quell’agguato un «femminicidio mediatico»: il Garante della privacy aprì un’istruttoria (poi archiviata), mentre la vicenda giudiziaria tra i due protagonisti (che si incolparono reciprocamente di tradimento) finì con una querela ritirata grazie all’accordo economico trovato tra i rispettivi avvocati dopo una lunga trattativa.