Quanto conta Avs? Bonelli e Fratoianni provano a superare il duello Conte-Schlein

Lo stato di salute del centrosinistra suscita qualche comprensibile preoccupazione, ma il check-up è già fissato in agenda. Martedì 8 settembre, alla festa nazionale di Alleanza verdi e sinistra (Avs) a Roma, i quattro leader del campo largo sono attesi da un confronto in un panel dal titolo decisamente eloquente: “Prima le idee”. In questo modo Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli provano a prendere in mano il timone del progetto, in bilico per via del dualismo tra Elly Schlein e Giuseppe Conte su chi dovrebbe guidare la coalizione. Ma in quale direzione? È proprio questo il punto: la terza edizione di “Terra!“, kermesse del cartello rossoverde, vuole cercare di mettere il programma davanti ai personalismi, per – spiegano dal quartier generale – «dare un chiaro messaggio al Paese sulla nostra discontinuità rispetto al governo Meloni». Funzionerà?

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Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (foto Ansa).

Da Gaza alla patrimoniale, più sinistra di così…

Il palinsesto degli otto giorni di eventi ospitati a Testaccio Estate equivale a una dichiarazione programmatica, che mira a spostare verso sinistra l’asse dell’irrequieta coalizione. Il vernissage del 6 settembre, con l’inaugurazione di una mostra fotografica su Gaza, verrà seguito dal dibattito “Tax the rich“: un’esplicita esortazione alla patrimoniale, con la partecipazione del sindaco capitolino Roberto Gualtieri e di Jeremy Corbyn, già leader della corrente hard left del Partito Laburista inglese e oggi alla guida dell’ancora più radicale Your Party.

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Don Ciotti, Ilaria Cucchi e Mimmo Lucano sono attesi il 7 settembre come relatori sui diritti umani, per poi lasciare il microfono a Francesca Albanese e quindi al teologo Paolo Benanti, punto di riferimento del Vaticano sul tema dell’intelligenza artificiale. Un abbrivio decisamente di livello prima del dibattito tra i quattro leader, snodo cruciale nella marcia verso la campagna elettorale per le Politiche 2027.

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Ci sarà un candidato targato Avs alle Primarie?

Nel corso di un’intervista al Corriere dell’Umbria che ha fatto molto discutere, il leader di Sinistra italiana Nicola Fratoianni ha ventilato la possibilità di un candidato targato Avs alle Primarie, in competizione con Schlein e Conte, ma probabilmente anche in risposta ai rumor su una discesa in campo del leader di Italia viva Matteo Renzi, in prima persona o magari tramite la sindaca di Genova Silvia Salis. Lo si deduce anche dalla contemporanea apertura di Fratoianni sull’allargamento al centro della coalizione.

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Elly Schlein a Genova con Silvia Salis (foto Ansa).

Un’istanza «testardamente unitaria», direbbe la segretaria dem, che si riflette nel dibattito del 9 dal titolo “Democrazia fragile: maneggiare con cura”, al quale parteciperanno Maria Elena Boschi (Italia viva), Riccardo Magi (+Europa), Simona Bonafè (Pd, area riformista) e Maurizio Acerbo (segretario di Rifondazione comunista). Notevole anche il panel dell’11, col confronto tra l’ex leader della sinistra ecologista Nichi Vendola, Marco Boato di Europa Verde e l’aspirante leader civico Alessandro Onorato (assessore della Giunta Gualtieri).

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«La presunta underdog Meloni non ha fatto niente per intaccare i poteri forti»

Spiega Angelo Bonelli direttamente a Lettera43: «Dare priorità ai contenuti è necessario, in un Paese sempre più in difficoltà e nel quale la presunta underdog Giorgia Meloni non ha fatto niente per intaccare poteri forti come banche e aziende energetiche». Il leader dei Verdi prosegue dettando un’agenda da sottoporre al centrosinistra: «La coalizione deve essere ecologista, progressista e pacifista. Il primo punto è il ripristino del diritto internazionale, dopo che Vladimir Putin, Donald Trump e Benjamin Netanyahu hanno imposto la legge del più forte. La spesa militare è già oltre i 288 miliardi di dollari, ma le guerre continuano, alla faccia di chi sosteneva che la pace si difende con le armi».

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Angelo Bonelli (Imagoeconomica).

Al secondo posto tra le priorità c’è la crisi climatica: «Sta alimentando le diseguaglianze sociali. Anche su questo la destra difende le élite e ha boicottato le politiche ecologiche: serve un cambio di rotta in senso etico». Sul piano economico, Bonelli ricorda che l’Italia è l’unico Paese europeo tra quelli più avanzati in cui gli stipendi reali medi sono calati rispetto a 30 anni fa (la media Ocse è del +35 per cento): «Bisogna creare le condizioni per alzarli, adeguandoli all’inflazione e con una riforma del fisco in senso più equo. Recuperiamo la progressività prevista dalla Costituzione».

L’ultima suggestione riguarda gli investimenti: «C’è un enorme gap nel trasporto pubblico nelle città, ma dobbiamo stimolare anche le politiche energetiche, attraverso le rinnovabili. Invece di criticare Pedro Sánchez, Meloni pensi al fatto che gli spagnoli spendono la metà rispetto a noi per l’energia. E poi abbiamo scuola, ricerca e università: è su questi fronti che dobbiamo investire, non accettiamo il diktat di Trump sul 5 per cento del Pil in investimenti bellici».

Il tema del caro-casa con l’agguerrita Cucchiara

Della delicata questione del caro-casa nelle grandi città parlerà Francesca Cucchiara, che nella sua prima esperienza di consigliera comunale a Milano si è particolarmente distinta sul tema: «È uno dei problemi principali in città e la situazione delle case popolari è particolarmente critica. Sto seguendo diversi comitati di inquilini e nel prossimo mandato ci vorrà un affondo deciso sul tema», spiega la 33enne a L43.

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Francesca Cucchiara (foto Imagoeconomica).

Il problema non è certo limitato a Milano, ma rappresenta un’emergenza nazionale: «Il piano casa del governo è ridicolo, tant’è che è stato criticato anche dai governatori di centrodestra. Al capitolo delle risorse si parla di 970 milioni per le ristrutturazioni nell’arco di cinque anni, ma soltanto a Milano ce ne vorrebbero 100! Con il piano casa comunale invece stiamo andando nella giusta direzione, ma ci sono molte regole da riscrivere: dal sistema di convenzionamento a quello dell’housing sociale, che paradossalmente è accessibile solo a pochi», conclude l’emergente dei Verdi, già quotatissima sia per la prossima giunta meneghina che per un eventuale salto in parlamento.

Il finale coi botti: salari, sicurezza e salute

Il delicato tema dei salari bloccati sarà affrontato il 9 con il faccia a faccia tra i leader sindacali Maurizio Landini (Cgil) e Pierpaolo Bombardieri (Uil) e le deputate Luana Zanella (Europa Verde) ed Elisabetta Piccolotti (Avs). Quest’ultima, sempre particolarmente attiva, torna sul palco nella giornata conclusiva del 13 per l’assemblea sul cruciale dossier della sicurezza. Tutto l’atto conclusivo della festa sarà caratterizzato da una raffica di temi pesanti per l’agenda politica dei prossimi mesi: dal dibattito sulla salute con Nino Cartabellotta e Ignazio Marino al rilancio della piattaforma “Decidiamo!”, per stimolare la partecipazione popolare sulle proposte da mettere in campo nelle prossime elezioni.

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I sondaggi quotano Avs al 6,4 per cento

I dati di YouTrend quotano Avs al 6,4 per cento: nettamente davanti alla Lega e di poco distanziata non solo dall’astro nascente Futuro nazionale, ma anche dalla ben più consolidata Forza Italia. Il co-fondatore dell’istituto di ricerca, Giovanni Diamanti, fa il quadro con L43: «È un dato molto interessante, anche perché ormai stabile fin dalle Europee. Nel centrodestra i partiti con questo livello di consenso hanno una centralità che Avs ancora non ha ottenuto, ma che è alla sua portata. Il partito si è consolidato nonostante la polarizzazione del dibattito tra Schlein e Conte e può dire la sua con autorevolezza, sia sull’opportunità di fare o meno le Primarie, sia sui contenuti».

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Giovanni Diamanti di YouTrend (foto Ansa).

Ed è proprio la scelta di lavorare sul programma che, secondo lo stratega della comunicazione, può fare la differenza: «Le posizioni di Avs non sono dissimili dal resto del centrosinistra, ma sono le priorità a essere diverse, dal conflitto IsraelePalestina alla questione climatica. Quando Schlein divenne segretaria del Pd, molti prevedevano che avrebbe gradualmente svuotato Avs. Invece i dem sono cresciuti, ma i rossoverdi hanno quasi raddoppiato i consensi. Questo significa che hanno trovato bacini diversi: quello di Avs è sicuramente più giovane, più radicale e credo che si possa ampliare ulteriormente. La vera sfida per il centrosinistra è recuperare il voto degli astenuti non definitivi, cioè di coloro che non votano per i partiti, ma sono andati alle urne per il referendum sulla giustizia. Il posizionamento sui temi alti è una scelta saggia: può essere la chiave per centrare l’obiettivo».