Voli in arrivo e in partenza sospesi fino alle 16 di domani (giovedì 13 agosto) all’aeroporto di Catania, a causa della continua attività eruttiva dell’Etna e della conseguente emissione di cenere. Lo ha reso noto la Sac, società che gestisce lo scalo siciliano, sui propri canali social.
È invece di nuovo operativo lo scalo di Comiso (Ragusa), che era rimasto bloccato per qualche ora a causa dell’emergenza cenere. L’aeroporto assorbirà parte dei voli deviati da Catania. Intanto, le ceneri dell’Etna si stanno spostando dalla Sicilia verso la parte orientale di Malta e il nord della Libia, ma con concentrazioni minori.

Musumeci: «Fuori posto l’aeroporto, non l’Etna»
Dall’8 agosto all’11 agosto, a causa dell’eruzione dell’Etna, all’aeroporto di Catania sono saltati – tra mancati arrivi e partenze e cancellazioni – circa 700 voli. «Quanto sta accadendo, con pesanti disagi per migliaia di cittadini e turisti nel pieno della stagione estiva, ripropone un problema che la Sicilia conosce da tempo», ha detto l’attuale ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, governatore siciliano dal 2017 al 2022, sottolineando che «ad essere fuori posto» non è «il vulcano ma l’aeroporto». Musumeci ha ricordato di aver evidenziato già nel 1999, quando era presidente della Provincia, «i limiti dello scalo di Fontanarossa e della sua particolare vulnerabilità legata alla vicinanza con l’Etna» e di aver proposto all’epoca la delocalizzazione dello scalo.

Assoesercenti: «Persi fino a 24 milioni di euro»
Assoesercenti ha stimato tra i 12,8 e i 24 milioni il danno in termini di mancata spesa turistica da quanto (ormai cinque giorni fa) è stata fortemente ridotta l’attività dell’aeroporto di Catania. L’associazione ha auspicato la creazione di una cabina di regia permanente tra Regione Sicilia, Enac, Enav, Protezione civile, vettori e scali dell’isola, con sistemi di allerta e comunicazioni in tempo reale, collegamenti straordinari via bus e treno verso gli aeroporti alternativi, protocolli certi di riprotezione e aiuti economici alle imprese in caso di interruzioni prolungate. «Occorre una risposta non improvvisata, ma organica e strutturata», ha spiegato presidente di Salvo Politino.
