La disposizione del 2 agosto 2026, che ha sancito l’evacuazione dell’Ospedale “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia sta creando non poche polemiche, tanto a livello sindacale quanto politico. A chiedere una sindacale dettagliata e la convocazione urgente di un tavolo di confronto all’Asl la Fp Cgil, attraverso il segretario generale Antonio Capezzuto e il coordinatore della dirigenza Medica Massimiliano Voza: “Non si possono non notare i pesantissimi ritardi nella manutenzione dell’esistente e nella realizzazione dell’Ospedale Unico della Piana del Sele, colpevolmente aggravati da un inspiegabile braccio di ferro con i territori e con i sindaci che avevano responsabilmente individuato un sito condiviso tra Eboli e Battipaglia. Purtroppo siamo stati Cassandra: inascoltati!”, hanno dichiarato, evidenziato la necessità di tutelare la salute pubblica e la sicurezza di chi opera nel presidio. Dunque, la Segreteria Provinciale della Fp Cgil Salerno ha inoltrato una nota formale d’urgenza alla Direzione Generale dell’Asl Salerno, chiedendo con la massima urgenza un’informativa sindacale dettagliata sulle motivazioni che hanno reso necessari oltre all’evacuazione dei reparti, il blocco delle attività chirurgiche e la sospensione dei ricoveri programmati, unitamente alle verifiche di agibilità e sicurezza del presidio. Sulla stessa linea anche la Fials Salerno: “In una fase così delicata, il primo pensiero della nostra organizzazione sindacale è rivolto ai pazienti e alle loro famiglie, che stanno affrontando un momento di inevitabile difficoltà, con l’auspicio che ogni intervento posto in essere consenta di garantire la continuità delle cure e la massima sicurezza assistenziale. Al tempo stesso, la Fials Salerno desidera rivolgere un sincero ringraziamento a tutto il personale sanitario, tecnico, amministrativo e di supporto che, fin dalle prime ore dell’emergenza, ha dimostrato grande professionalità, disponibilità e senso di responsabilità, contribuendo in maniera determinante alla gestione delle operazioni e assicurando la continuità dell’assistenza ai cittadini”, ha detto Carlo Lopopolo, segretario generale della Fials provinciale. “È proprio in circostanze come queste che emerge il valore delle donne e degli uomini del Servizio sanitario nazionale, chiamati ad affrontare situazioni straordinarie con competenza, spirito di servizio e forte senso di appartenenza alle istituzioni”. Il segretario Lopopolo sollecita l’Asl ad “avviare un momento di confronto con le organizzazioni sindacali, finalizzato a condividere le misure organizzative adottate e ad accompagnare nel migliore dei modi questa delicata fase di transizione. Particolare attenzione dovrà essere riservata non soltanto alla continuità dell’assistenza ai cittadini, ma anche alla tutela del personale direttamente coinvolto nella riorganizzazione delle attività. La qualità del servizio sanitario passa inevitabilmente attraverso la valorizzazione e la tutela dei professionisti che quotidianamente garantiscono il funzionamento delle strutture sanitarie”. “Forte preoccupazione” è stata espressa anche dalla Cisl provinciale e la Cisl Funzione Pubblica. “Di fronte a un rischio strutturale la tutela della vita delle persone viene prima di ogni altra considerazione e la decisione di evacuare i reparti era inevitabile. Ma questa vicenda non può essere archiviata come un episodio eccezionale. È il segnale di una fragilità che impone una riflessione profonda sulla programmazione sanitaria, sulla manutenzione del patrimonio ospedaliero e sulla capacità di prevenire situazioni che rischiano di compromettere il diritto alla salute. La provincia di Salerno merita una strategia di investimenti che metta in sicurezza le strutture sanitarie e rafforzi la rete ospedaliera e territoriale. Non possiamo continuare a intervenire solo quando l’emergenza è già esplosa. Chiediamo alla Regione Campania e alla Direzione Strategica dell’ASL Salerno di presentare immediatamente un cronoprogramma degli interventi, con risorse certe e tempi definiti, aprendo un confronto stabile con le organizzazioni sindacali e con le istituzioni locali. Difendere la sicurezza delle strutture significa difendere il diritto dei cittadini a cure di qualità e garantire condizioni di lavoro dignitose agli operatori sanitari. Da questa emergenza deve nascere un cambio di passo nella politica sanitaria regionale, fondato sulla prevenzione, sulla programmazione e sulla valorizzazione della sanità pubblica”, ha detto Marilina Cortazzi, segretaria generale della Cisl Salerno. Dello stesso avviso anche Andrea Pastore, segretario generale della Fp Cisl Salerno: “L’emergenza strutturale non può trasformarsi in un’emergenza organizzativa scaricata sulle lavoratrici e sui lavoratori della sanità. In queste ore il personale sta garantendo, con straordinario senso di responsabilità, la continuità dell’assistenza ai cittadini, affrontando trasferimenti, riorganizzazioni improvvise e inevitabili disagi. È necessario che l’Asl Salerno assicuri immediatamente informazioni chiare e puntuali sulle destinazioni del personale, sull’organizzazione dei servizi, sui turni di lavoro e sulle condizioni operative nelle strutture che stanno accogliendo i pazienti. Nessun dipendente deve subire penalizzazioni economiche, professionali o organizzative a causa di una vicenda che non dipende dalla propria attività. Chiediamo inoltre l’attivazione immediata di un tavolo permanente di confronto con le organizzazioni sindacali per monitorare quotidianamente l’evoluzione della situazione e affrontare tempestivamente ogni criticità. Questa emergenza deve essere gestita con trasparenza, programmazione e rispetto delle professionalità che, ancora una volta, stanno dimostrando di essere il vero pilastro del nostro Servizio sanitario pubblico”. A seguito dei problemi registrati al Laboratorio Analisi nel luglio 2025 e del recente cedimento verificatosi nel reparto di Medicina Generale nel luglio 2026 – con il conseguente intervento dei Vigili del Fuoco e la chiusura parziale del reparto e della scala di emergenza – il sindacato Nursind Salerno ha deciso di passare alle vie formali. La Segreteria Territoriale ha inviato una diffida ufficiale ai vertici dell’Asl Salerno, con un contestuale e formale avviso indirizzato anche alla Prefettura di Salerno, al Comune di Battipaglia, al comando provinciale dei Vigili del Fuoco e all’Ispettorato del Lavoro. “Non possiamo più tollerare che chi lavora ogni giorno per garantire la salute pubblica o chi si reca in ospedale per ricevere cure debba temere per la propria incolumità fisica”, dichiara Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno. “I recenti episodi, dal cedimento del solaio nel laboratorio Analisi fino alle criticità in Medicina Generale che hanno costretto a chiudere intere sezioni e persino la scala di emergenza, richiedono risposte chiare e immediate. Il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire ambienti pienamente idonei e sicuri. Abbiamo assegnato all’Asl un termine di 15 giorni per la consegna di tutta la documentazione relativa al collaudo statico, all’agibilità e alla prevenzione incendi, pronti ad attivare ogni sede di tutela giudiziaria e amministrativa qualora il riscontro non arrivasse”. A fare eco è Adriano Cirillo, segretario amministrativo del Nursind provinciale: “La tutela della salute sui luoghi di lavoro e la trasparenza dell’azione amministrativa rappresentano principi non negoziabili. In passato abbiamo sollevato a più riprese il tema del certificato di prevenzione Incendi e della conformità degli spazi ospedalieri. Pretendiamo risposte certe e riscontri oggettivi: la sicurezza di un presidio strategico come quello di Battipaglia non può essere gestita rincorrendo continuamente le emergenze o intervenendo con rimedi provvisori solo dopo che i danni si sono già verificati”. Infine, Giovanni Aspromonte, coordinatore dell’Asl Salerno per il Nursind provinciale, sottolinea l’impatto sul lavoro quotidiano: “Lavorare in una struttura costellata da aree interdette, transenne e interventi d’urgenza genera un forte e giustificato clima di apprensione tra il personale infermieristico e sanitario, già gravato da ritmi operativi complessi. È fondamentale ed urgente programmare un’ispezione straordinaria su tutto il plesso e coinvolgere costantemente i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza. Bisogna restituire tranquillità e piena vivibilità sia agli operatori che quotidianamente popolano le corsie, sia ai pazienti della Piana del Sele”.
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