Anche Fontana allontana la candidatura di Roggero

«Non mi sembra ci siano le possibilità giuridiche. Se ci fossero, starebbe alla sensibilità dei partiti valutare, ma non credo ci siano». Lo ha detto il presidente della Camera Lorenzo Fontana, rispondendo – durante la cerimonia del Ventaglio – a una domanda dei cronisti su un’eventuale candidatura di Mario Roggero https://www.lettera43.it/roggero-procura-sequestra-50-mila-euro-conto-tunisia/ , il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori. Fontana è un esponente della Lega, che ha reso noto di stare valutando «ogni possibile iniziativa, nel pieno rispetto della legge» per sostenere Roggero, tra cui «l’eventuale candidatura, qualora ne ricorrano i presupposti normativi». Il ministro e vicepremier Matteo Salvini, leader del Carroccio, aveva inoltre dichiarato: «Se fosse possibile candidarlo come rappresentante degli italiani che lavorano, che vengono aggrediti e che si difendono, io sarei orgoglioso di poterlo candidare». Lo stesso Salvini ha peraltro visitato più volte Roggero in carcere a Bollate, invocando fin dalla sentenza della Cassazione la grazia per il gioielliere. Quanto al provvedimento di clemenza, Fontana ha detto: «Legittimo che forze politiche facciano richieste, ma è una prerogativa del Presidente della Repubblica, per cui nutro grande rispetto. Spetta al Capo dello Stato verificare i margini che ci possono essere».

Anche Fontana allontana la candidatura di Roggero

Perché la candidatura di Roggero è impossibile

In effetti, la candidatura di Rogger è pressoché impossibile. Innanzitutto, l’articolo 29 del Codice penale stabilisce che la condanna ad almeno cinque anni di reclusione comporta «l’interdizione perpetua del condannato dai pubblici uffici»: al gioielliere piemontese è stata inflitta una pena (ormai definitiva) di quasi 15 anni. Per fare chiarezza, cosa si intende per interdizione dai pubblici uffici? Lo spiega l’articolo precedente, il numero 28: tale misura priva il condannato «del diritto di elettorato o di eleggibilità in qualsiasi comizio elettorale», cioè in qualsiasi votazione, e di ogni altro diritto politico. In pratica, Roggero non può più né votare né essere eletto. Come se non bastasse, c’è anche il decreto legislativo del 2012, noto come “legge Severino” dal nome dell’allora ministra della Giustizia Paola Severino, che fu adottato dal governo Monti grazie a una legge delega approvata anche con i voti della Lega. In base alla “legge Severino” per le elezioni della Camera e del Senato, così come del Parlamento europeo, non possono essere candidati coloro che sono stati condannati in via definitiva a più di due anni di reclusione per un delitto non colposo per il quale sia prevista una pena massima di almeno quattro anni.