DC a Salerno triturata dalle lotte delle correnti

Salvatore Memoli

A mia memoria, la DC é nata clandestinamente nel 1943, quindi é ottuagenaria già da qualche anno. La spiegazione della sua nascita, almeno secondo Alcide De Gasperi, era quella di oscurare più di venti anni di storia fascista che avevano privato gli italiani della libertà. A dare forza all’iniziativa di De Gasperi ci furono i cattolici italiani, l’Azione Cattolica e l’Università cattolica di Milano, di cui la Democrazia Cristiana accolse la testimonianza dei gruppi di credenti che si erano incontrati a Camaldoli, per una settimana di confronto di grande respiro ecclesiale e politico, dal quale nacque il “Codice di Camaldoli”, un importante documento programmatico che toccava molti aspetti della vita sociale. La stesura del Codice di Camaldoli, uscito nel 1944, fu affidata a Ezio Vanoni, Pasquale Saraceno, Sergio Pavonetto, Giuseppe Capograssi ed Aldo Moro, un vero manifesto che conteneva il respiro dell’Eremo di Camaldoli e prospettava una visione cattolica della vita sociale e degli ordinamenti dello Stato, premessa della futura Costituzione Italiana. Il fulcro del pensiero era indirizzato alla famiglia, considerata l’istituzione naturale e base della vita dello Stato, oltre ad annunciare una nuova visione dell’Economia che rifiuta il liberismo estremo e il collettivismo. Il pensiero politico di Camaldoli divenuto vincolante per la vita e le attività del nuovo partito cattolico lo possiamo fermare su questa affermazione: “La Sovranità statale proviene da Dio…” e ” i sudditi sono tenuti ad obbedire in coscienza a poteri legittimi”. Approfondire quello che é stata la Democrazia Cristiana impone un forte rigore storiografico, per esaminare il ruolo del partito nella nascita e nella vita della Repubblica. Nessuno può oscurare i meriti della DC nella vita dell’Italia, a favore del progresso civile e culturale di tutti, fino a trasformare un paese distrutto dal fascismo e dalla guerra che avevano devastato ogni cosa. La DC aveva radici nobili nel Partito Popolare Italiano e si propose di raccogliere molti giovani cattolici, guidati e formati da un grande ecclesiastico, Giovanni Battista Montini, poi divenuto Paolo VI. Nel nuovo partito veniva raccolta l’eredità ideale di un grande uomo, don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare nel 1919, che fu costretto ad affrontare i rigori del regime fascista. Sarà un bene ricordare sempre che gli obiettivi del fascismo furono in particolare contro la FUCI e l’Azione Cattolica, nonché i laureati cattolici, con aggressioni delle persone e delle sedi, da parte degli squadristi. A queste persone non era consentito partecipare alle riunioni delle rispettive Associazioni. La Democrazia Cristiana ebbe con altri schieramenti politici europei un ruolo determinante nella nascita dell’Europa, un tema caro ai moderati che permetteva di mettere in comune una stessa visione politica che permise la nascita della CECA ( comunità del carbone e dell’acciaio) e, successivamente, della CEE. Si trattava di una visione di superamento di tutti i nazionalismi in una prospettiva di mutualità politica ed economica. Purtroppo dall’inizio di una certa diaspora democristiana, il concetto europeo ha disperso quei valori unitari degli ideali che promettevano un grande sviluppo, in un quadro di valorizzazione degli equilibri politici dell’Occidente. Dopo la DC, il partito Popolare e la Margherita, s’incamminarono su una strada organizzativa che sembrava privilegiare un dato negativo esistente, l’eredità correntizia, finendo nelle mani di pochi che amavano escludere i molti militanti del partito storico. Nella confusione generale della persecuzione di Mani Pulite, il Partito ha perduto gradualmente la sua identità vera, facendo emergere a girandola gruppi spuri e muscolari che si collocarono in postazioni assai lontane dall’anima pura di Camaldoli. Ecco perché i Convegni finiscono per stimolare una memoria nostalgica, consentendo scherzi caleidoscopici di virtù mai più praticate e responsabilità del degrado ideale e della disaffezione degli elettori. Tra i mali troviamo, il correntismo brutale e fratricida, non la diversità che arricchisce e che amplifica il pensiero politico. Non a caso il mio amico Guido Bodrato diceva ” la storia della DC passa attraverso le correnti”. Allora le correnti mi sembravano perfino belle ma la realtà ci ha consegnato il loro volto fratricida. La realtà ci ha poi fatto scontrare con veri strumenti di potere, di persone che avevano un solo obiettivo: lottizzare a proprio vantaggio il potere! Da qui provenivano gli incarichi, le candidature e il sottogoverno! Se appartenevi alla corrente giusta, nel momento giusto e,soprattutto, se pagavi dazio! Oltre le correnti c’erano le lotte intestine tra i diversi schieramenti, tanta bile politica, infamia, addirittura dossier, che trattavano gli avversari come nemici, consegnati all’opinione pubblica, se si era fortunati, oppure ai giudici e ai servizi! Ho visto tessere la distruzione di amici in provincia di Salerno, amici di partito a cui si faceva pagare la libertà di organizzare la presenza politica, non gradita a certi maggiorenti sui territori, o fustigare certe alleanze con altri partiti che si ritenevano pericolose. A Salerno la DC fu mandata all’opposizione quando esistevano alleanze romane tra la DC e il PSI che sostenevano il Governo del Paese, senza compiere nessun tentativo di recupero degli equilibri politici del centro sinistra e senza capacità di lettura critica del dato locale. Perché e di chi la responsabilità? Ho visto amici avviati alla trafila di imputazioni ignobili che hanno scardinato le loro credibilità politiche ed umane, di qualcuno si dice che per tradimento ci ha rimesso un impero commerciale indistruttibile. Anche ai miei amici politici fu riservato un attacco giudiziario per la nascita delle Cooperative di Mutualità che erano una bella realtà popolare, per intero democristiana, sottoposta ad ogni vessazione con ogni imputazione è il rischio di condanne terribili. Venimmo a sapere che l’esposto centrale contro di noi portava la firma di una nota banca irpina, vicina ai nostri di quel territorio! Quando nel 1993 preparammo le elezioni amministrative di Salerno uscì la candidatura a sorpresa di un sindacalista che aveva l’aria di sostituire tutta la classe dirigente locale e che era esordita sostenendo la necessità di fare ad ogni candidato “l’esame del sangue per stabilire l’appartenenza democristiana”, compresi i consiglieri uscenti che avevano lodevolmente sostenuto e vinto battaglie su grandi temi popolari e vantavano il consenso ampio dell’elettorato. In quella circostanza fu compiuto un vero azzeramento ingiustificato di tutte le rappresentanze di tessere e di dirigenti del partito ancora vivo. Allora possedevamo con gli amici del mio gruppo la maggioranza delle adesioni al partito. Nessuno diede valore a questi dati, pur di sostenere il nuovo che entrava schiacciando i legittimi rappresentanti del Paryiyo ancora vivo. Capimmo allora che la D C non c’era più e che il dialogo delle correnti era stato interrotto da tante imputazioni a vantaggio di un gruppo correntizio che per per molti di noi dalle montagne irpine pretendeva di dettare l’ultima parola a Salerno. Questo fu possibile anche con la presenza del Vescovo Pierro, notoriamente demitiano! Cominciavamo a sentire l’aria irpina farsi invadente e pericolosa per molti ( Il caro Paolo del Mese avrebbe tanto da dire per quello che ha subito!) cancellando l’appartenenza a quegli insegnamenti evangelici e politici che avevamo sempre praticato. Poi venne il Vescovo Grimaldi che definì i democristiani ” ciechi e guide di ciechi” mentre si faceva comprare la Vigor dal Comune e pubblicare i suoi libri dalla Provincia a guida comunista! L’Unità politica dei cattolici a Salerno stava scomparendo volutamente, mentre l’Umanesimo integrale di Maritain veniva sostituito da obiettivi più concreti e pratici. Nessuno ci ha voluto male, ci siamo fatti male da soli! Ecco perché ogni nostalgia non aiuterà a digerire la massa di errori che dal centro alla periferia cambiava le regole della politica e dal partito apparato si passò alle persone, in quel momento credibili. Le correnti avide di potere e Mani pulite cambiavano il sistema politico e indebolivano un potere popolare, finito in mano di chi contava di più e rappresentava meno!

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