«Sconti 365 giorni all’anno, o le piccole botteghe rischiano di sparire»

Al via la stagione dei saldi estivi del 2026 e l’intera provincia di Salerno, insieme al resto del territorio regionale, si prepara a vivere sessanta giorni di sconti e promozioni con grandi aspettative economiche ma anche con forti preoccupazioni per il futuro delle attività di vicinato. Secondo le stime fornite dal Centro Studi di Confesercenti Campania, la stagione dei ribassi appena inaugurata muoverà un giro d’affari complessivo pari a circa ottocento milioni di euro. Un dato di assoluto rilievo che fotografa la vitalità del tessuto commerciale campano, alimentato non soltanto dalla propensione all’acquisto dei residenti ma anche dall’apporto fondamentale dei flussi turistici internazionali, che in questa specifica area geografica continuano a far registrare numeri straordinari. Nella provincia di Salerno e nei suoi poli di attrazione principale, dal capoluogo alle coste del Cilento e della Costiera Amalfitana, l’effetto combinato dello shopping locale e della presenza straniera rappresenta la vera chiave di volta per l’economia di prossimità. I commercianti salernitani ripongono grandi speranze in questo appuntamento estivo, storicamente capace di far respirare le casse delle piccole e medie imprese dopo mesi di transizione. I turisti provenienti da ogni angolo del mondo manifestano una chiara e netta predilezione per i prodotti legati al marchio del Made in Italy, con una preferenza spiccata per le calzature di qualità, per l’abbigliamento d’alta moda e per gli accessori che caratterizzano l’artigianato locale. Questa forte attrazione verso l’eccellenza produttiva nazionale si traduce in risorse finanziarie fresche che si distribuiranno capillarmente su migliaia di imprese salernitane e campane, regalando una boccata d’ossigeno cruciale a un settore che lotta quotidianamente per la propria sopravvivenza. Allargando l’orizzonte all’intero territorio regionali, la spesa media pro capite prevista per ogni singolo consumatore campano si attesta su una cifra compresa tra i centonovanta e i duecento euro. Questo dato posiziona la Campania al di sotto della media calcolata a livello nazionale, che raggiunge i duecentonove euro, ma nettamente al di sopra rispetto al valore medio stimato per l’intero Meridione d’Italia, fermo a 181 euro. Complessivamente, la spesa dei soli cittadini residenti genererà un fatturato di circa seicento milioni di euro per i negozi dislocati nelle cinque province. A questo importo considerevole si sommeranno gli altri duecento milioni di euro derivanti dagli acquisti dei visitatori esteri e nazionali, consolidando la previsione degli ottocento milioni complessivi per i saldi di quest’anno. Accanto all’ottimismo generato dalle cifre e dalle stime di vendita, i vertici dell’associazione di categoria non nascondono le profonde criticità strutturali che minacciano il commercio al dettaglio. Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno, ha lanciato un duro e accorato allarme sulle sorti delle botteghe storiche e dei negozi di vicinato, sottolineando la necessità impellente di varare riforme normative radicali. La priorità assoluta, secondo la visione dell’associazione, consiste nel riscrivere le regole che disciplinano le tempistiche delle vendite promozionali, restituendo ai saldi la loro natura originaria di smaltimento delle rimanenze di fine stagione. Attualmente, la partenza dei ribassi nel pieno della stagione estiva o in anticipo rispetto al reale arrivo del freddo invernale priva i commercianti della possibilità di vendere a prezzo pieno quando la richiesta è massima. Lo slittamento delle date d’inizio consentirebbe di tutelare i margini di guadagno dei piccoli imprenditori prima di avviare la corsa allo sconto. Il pericolo più grande per la sopravvivenza del commercio tradizionale rimane tuttavia lo strapotere esercitato dalle grandi piattaforme straniere di e-commerce. Il presidente Schiavo ha denunciato apertamente l’impatto devastante dei colossi digitali globali, descritti come la vera nota dolente del commercio al dettaglio, specialmente nel comparto dell’abbigliamento e della moda. Queste multinazionali del web operano di fatto in un regime di saldo perenne, applicando ribassi significativi in ogni momento dell’anno e privando i saldi stagionali tradizionali di qualsiasi esclusività. Per i piccoli negozi di Salerno e delle altre città campane, la concorrenza con queste realtà risulta insostenibile a causa della disparità di forza d’urto economica e finanziaria. La conseguenza diretta di questa distorsione di mercato è la chiusura silenziosa ma costante di numerose imprese, un fenomeno che rischia di impoverire i centri storici e di lasciare sguarniti i quartieri delle loro storiche e vitali saracinesche. L’analisi statistica condotta a livello nazionale da Ipsos per conto di Confesercenti, sulla base di un campione significativo di cittadini italiani di età compresa tra i diciotto e i sessantacinque anni, conferma un quadro macroeconomico caratterizzato da una diffusa prudenza nelle spese. Le differenze geografiche all’interno del Paese restano marcate, con le regioni del Nord-Ovest che guidano la classifica della spesa media con ben 247 euro pro capite. Le intenzioni d’acquisto mostrano che una fetta consistente della popolazione italiana, pari al ventotto per cento degli intervistati, ha deciso di ridurre il proprio budget destinato ai saldi rispetto alla passata stagione estiva. Questa tendenza alla contrazione della spesa si fa sentire maggiormente proprio nelle aree del Nord-Est e nelle regioni del Mezzogiorno, dove la percentuale di consumatori che ha ridotto la disponibilità economica tocca il trentadue per cento del campione. Al contrario, soltanto una percentuale minoritaria pari al diciotto per cento degli italiani prevede di aumentare la propria spesa rispetto all’anno precedente, con una maggiore concentrazione di risposte positive localizzata nell’Italia centrale, mentre la maggioranza assoluta degli intervistati manterrà il budget invariato. Per quanto riguarda le tipologie di articoli più desiderati dai consumatori, le calzature mantengono saldamente il primato dell’interesse generale, indicate da oltre la metà degli acquirenti. A ruota seguono i capi d’abbigliamento più leggeri ed estivi, come magliette, top, vestiti leggeri, pantaloni e gonne, a testimonianza di come i cittadini approfittino dei saldi soprattutto per rinnovare il guardaroba quotidiano e stagionale, cercando di ottimizzare le proprie risorse finanziarie in un mercato sempre più complesso e polarizzato. Una tendenza che a Salerno e in tutta la Campania i commercianti sperano di intercettare al meglio per sconfiggere la crisi e superare le sfide del commercio globale.

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