Il pasticcio tra “Bimbo Rai” e l’esercito, Fratelli d’Italia per Guareschi e altre pillole

Che ci azzecca mamma Rai con l’esercito? Qualcuno forse lo dovrà spiegare. L’edizione 2026 di Bimbo Rai, la giornata pensata per fare conoscere ai figli dei dipendenti il lavoro dei genitori, tra le attività ricreative dedicate ai più grandicelli – come raccontato da Domani – prevede la presentazione di mezzi speciali e dimostrazioni operative dei corpi d’armata. Non solo: ci sarà naturalmente anche la polizia, a cavallo, in motocicletta e con le unità cinofile. Insomma una “baby parata” del 2 giugno replicata il 12. Mentre i bambini più piccoli dovranno “accontentarsi” di attività targate Rai Kids. Un’idea stramba che ha fatto levare gli scudi all’Usigrai. «Anziché mostrare con orgoglio come operano le diverse professionalità all’interno della più grande azienda culturale del Paese, la Rai delega l’intrattenimento dei figli dei dipendenti all’esercito e alle forze dell’ordine», ha scritto l’Unione sindacale dei giornalisti Rai in un comunicato. «Se anziché puntare l’attenzione all’uso di telecamere e computer e a visite guidate a studi e redazioni che da sempre hanno affascinato i più piccoli, si chiede a esercito e forze dell’ordine di intrattenere i piccoli visitatori con iniziative ed esibizioni che nulla c’entrano con il ruolo della Rai e il lavoro dei suoi dipendenti, evidentemente i primi a non credere più a quel ruolo e al valore di chi ci lavora sono proprio i vertici aziendali». E non è finita qui. Il Movimento 5 stelle ha annunciato un’interrogazione in commissione di Vigilanza. «Ai bambini», hanno scritto in una nota gli esponenti cinque stelle in Commissione, «dovrebbe essere mostrato il valore del servizio pubblico, dell’informazione, della cultura e della creatività, non una vetrina di apparati militari e di sicurezza». E ancora: «La Rai deve spiegare perché abbia ritenuto opportuno trasformare una giornata dedicata alle famiglie in un’occasione di promozione delle forze armate, per questo presenteremo un’interrogazione in commissione di Vigilanza Rai per fare piena luce su chi abbia autorizzato questa iniziativa e con quali finalità».

La Rai punta su Guareschi. E quelli di Fratelli d’Italia vengono precettati…

A Mediaset, su Rete 4, mandare in onda un film su Don Camillo e Peppone salva la serata: c’è sempre il pubblico per le pellicole con Fernandel e Gino Cervi. E la Rai che fa? I Fratelli d’Italia sono stati precettati: a Palazzo Giustiniani, nella sala Zuccari, luogo del Senato della Repubblica, c’è «un importante evento dedicato alla presentazione del film televisivo Rai intitolato Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano. L’iniziativa gode del patrocinio dell’assemblea legislativa», è scritto nell’invito rivolto ai parlamentari. Guareschi era uomo di destra, fervente anticomunista. Ma, come ricordò Aldo Cazzullo sul Corriere della sera, rifiutò di firmare l’adesione al nazifascismo per uscire dai lager, «preferendo restare in prigionia in condizioni disumane pur di non combattere più per Hitler e Mussolini». Nel suo diario Guareschi scrisse: «Non muoio neanche se mi ammazzano», da qui il titolo del film Rai. A proposito di questioni sul fascismo, «l’evento sarà inaugurato dai saluti istituzionali del presidente del Senato Ignazio La Russa, mentre l’introduzione sarà affidata al senatore di Fratelli d’Italia Raoul Russo, che ha promosso l’iniziativa». E «nel corso della manifestazione interverranno numerosi ospiti, tra cui Giampiero Cannella in qualità di sottosegretario alla Cultura, il senatore Michele Barcaiuolo, esponente di Fratelli d’Italia, Gloria Giorgianni nella veste di produttrice della società Anele, Anouk Andaloro che ricopre il ruolo di capostruttura di Rai Fiction, e l’attore protagonista del film Giuseppe Zeno». Il film è liberamente tratto dal romanzo Chi sogna nuovi gerani di Alberto e Carlotta Guareschi. Nel cast c’è anche Andrea Roncato.

Il pasticcio tra “Bimbo Rai” e l’esercito, Fratelli d’Italia per Guareschi e altre pillole
Giovannino Guareschi (foto Ansa).

Fincantieri lavora per le ricerche di Trump?

Dicono che servirà a Donald Trump. Fatto sta che Vard, la controllata norvegese di Fincantieri, per 700 milioni di euro costruirà una nave lunga 162 metri: sarà altamente specializzata, progettata per attività di mappatura dei fondali, carotaggi e campionamenti, operazioni con sommergibili e molto altro ancora. Ideale per ricerche in acque profonde. Il committente? Inkfish, un’organizzazione di ricerca statunitense. Consegna prevista per il 2030.

Per salutare Peppino Gargani è arrivato pure Piantedosi

Fino all’ultimo ha partecipato a riunioni sul futuro dei democristiani: Giuseppe Gargani, morto a 91 anni, al funerale è stato salutato da una folla di esponenti di governo e non, in quel di Avellino. Rito funebre nel duomo della città, al termine di una camera ardente allestita a Palazzo Caracciolo, sede della Provincia di Avellino, che Gargani aveva guidato come presidente. Chi c’era? Ovviamente il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, nato a Napoli ma originario di Pietrastornina, nella provincia avellinese. Oltre a lui, l’ex governatore della Regione Campania e ora sindaco di Salerno Vincenzo De Luca con il figlio Piero, deputato e segretario regionale del Pd, l’assessore regionale Fulvio Bonavitacola, l’ex ministro Ortensio Zecchino con il figlio Ettore, consigliere regionale e storico giornalista dell’agenzia Ansa, l’ex deputato Giuseppe De Mita. Piantedosi ha detto: «Gargani ha dato prova di un impegno politico e istituzionale instancabile, sorretto da una vasta cultura giuridica e politica, di cui sono stato testimone diretto». Amen.

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Giuseppe Gargani nel 2020 (foto Ansa).

Quel curioso dialogo tra Colosimo e Boschi…

Nessuno se l’aspettava: eppure, durante la parata militare del 2 giugno, ai Fori Imperiali, si è visto un dialogo tra Chiara Colosimo e Maria Elena Boschi. L’esponente di Fratelli d’Italia, legatissima a Giorgia Meloni, è anche presidente della commissione Antimafia (e le capita spesso di finire nei guai per delle foto, che si tratti di una statuetta del Duce o di una controversa vacanza in Grecia) e chiacchierava con la fedelissima di Matteo Renzi: tutti a chiedersi quale fosse il contenuto della conversazione…

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Cinesi in festa a Milano, grazie a un democristiano

Dopo l’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping, a Milano la gente di Pechino ha festeggiato. A Palazzo Clerici è andata in scena la prima edizione di “Festival di Mondo Cinese”, per sancire alleanze tra imprenditori e realtà orientali. Tutto con la scusa di celebrare Mondo Cinese, una rivista scientifica italiana che era nata nel 1972 grazie al senatore democristianissimo Vittorino Colombo, cioè «l’intimo amico del popolo cinese», come veniva definito nelle cerimonie ufficiali e nei documenti diplomatici di Pechino…

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Vittorino Colombo nel 1982 (foto Imagoeconomica).