
Raphael Dwamena era già crollato due volte in campo, ma il defibrillatore sottocutaneo impiantatogli nel 2020 gli aveva salvato la vita. L'anno scorso la decisione rilevatasi fatale di farsi togliere il dispositivo dal petto - con un'operazione complessa, quasi senza precedenti in medicina - nonostante la sua famiglia, i suoi amici o il suo agente lo supplicassero di non farlo: "Quando sento i medici mi viene da ridere".
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