La rappresentante degli studenti universitari di Padova, Emma Ruzzon, che nel gennaio scorso durante l’inaugurazione dell’801° anno accademico dell’ateneo, aveva affrontato la questione dei problemi mentali e dell’emergenza suicidi tra i giovani, ha pubblicato un video su Instagram in cui ha raccontato di aver denunciato il suo ex datore di lavoro perché in nero.
«Non siamo pigri o svogliati»
«Ho denunciato il mio ultimo posto di lavoro perché lavoravo in nero. È stato reso normale il ricatto tra l’avere uno stipendio o avere dei diritti. Basta». Sono queste le parole che accompagnano il video in cui la giovane ha affermato: «C’è una differenza enorme tra la narrazione del lavoro giovanile e la realtà. Veniamo narrati come una generazione pigra, fannullona, che non ha voglia di lavorare, che non riesce a cogliere le infinite opportunità» e ancora «sentiamo dire che anche a chi lavora fa comodo farlo in nero, ma vi assicuro che non è così, non ci fa comodo che se ci ammaliamo rimarremo senza stipendio, come non ci fa comodo sapere che non si sta versando mezzo contributo per il nostro futuro».
