Dall’Iran alla Cina, le reazioni al voto di midterm negli Usa

La sconfitta dei repubblicani e di Donald Trump alle elezioni di midterm ha già fatto il giro del mondo, innescando le prime reazioni tra le cancellerie internazionali.

Iran: «Gli americani hanno detto no alla guerra»

«Per coscienza o per il costo della vita, gli americani hanno detto NO ALLA GUERRA, e noi sosteniamo questo messaggio», ha scritto su X Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento dell’Iran e capo negoziatore nei colloqui con gli Stati Uniti. «Se il governo statunitense tradirà la volontà della propria opinione pubblica per servire i suoi padroni internazionali e i ricattatori scoprirà che il nostro NO si accompagnerà a un incubo», ha aggiunto.

Cina: «Disposti a continuare a collaborare con gli Usa»

La Cina, da parte sua, ha dichiarato di essere disposta a continuare a collaborare con gli Stati Uniti. Queste le parole della portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, durante un briefing: «Le elezioni di metà mandato sono una questione interna agli Stati Uniti. Pechino è disposta a continuare a lavorare con gli Usa per sostenere e attuare l’importante consenso raggiunto dai due capi di Stato, rafforzare la comunicazione, gestire adeguatamente le divergenze, ampliare la cooperazione e costruire una relazione sino-statunitense costruttiva e strategicamente stabile, basata sui principi di rispetto, equità e reciprocità».

Obama: «Rimbocchiamoci le maniche»

«Gli americani hanno mandato un messaggio chiaro. Vogliono una politica che unisca le persone anziché dividerle e leader che offrano soluzioni concrete alle sfide». Così Barack Obama in un post su X in cui afferma che «questi risultati sono stati possibili solo perché candidati straordinari si sono fatti avanti in ogni regione del Paese con background diversi, rappresentando un ampio ventaglio di orientamenti politici, uniti da valori condivisi, dalla convinzione nel servizio pubblico e dall’impegno a mettere al primo posto le persone dei loro distretti e stati». «Sebbene questa amministrazione abbia ancora due anni in carica, il nostro compito ora è rimboccarci le maniche, apportare cambiamenti ovunque sia in nostro potere, impedire ulteriori danni e gettare le basi per il futuro», ha concluso l’ex presidente americano.

Meloni: «Ne parliamo in un altro momento»

«Di America parliamo in un altro momento. Adesso è la Festa delle forze armate, il 4 novembre». Così la premier italiana Giorgia Meloni ha risposto ai cronisti che le hanno chiesto un commento sulle elezioni di midterm a margine della celebrazione per il 4 novembre all’Altare della patria. «Vedo che vi interessa molto la festa della Repubblica e delle forze armate», ha aggiunto la leader di Fratelli d’Italia.