Le elezioni di metà mandato andate in scena negli Usa hanno ribaltato il Congresso a stelle e strisce: i Democratici, fino a ieri in minoranza sia alla Camera che al Senato, potranno contare su maggioranze più ampie di quelle previste dai sondaggi fino a pochi giorni fa. Un durissimo colpo per Donald Trump (che si è giù autoproclamato ‘Mr Veto’) e il suo Partito repubblicano. Cosa faranno i Democratici con il potere appena acquisito e quale impatto avranno i risultati sulla corsa alla Casa Bianca del 2028? Resta ancora da capire, ma intanto ecco i cinque punti chiave delle Midterm 2026 evidenziati da The Hill.

È arrivata un’onda blu, anzi uno tsunami
I Democratici godevano del favore dei sondaggi. L’America progressista, però, nutriva anche timori per un possibile exploit di The Donald, abituato a ottenere risultati migliori di quanto previsto dai sondaggi. Alcuni esperti avevano ipotizzato che le vittorie schiaccianti di un singolo schieramento appartenessero ormai al passato, a causa di una crescente polarizzazione politica e della manipolazione dei collegi elettorali. Gli elettori hanno smentito questa tesi. Altro che onda blu: si è trattato di uno tsunami.

La sconfitta della dialettica trumpiana
Annusando la sconfitta, Trump ha esortato i suoi sostenitori a votare come se sulla scheda elettorale ci fosse stato il suo nome. Ha girato gli Usa tenendo comizi pensati per galvanizzare la base MAGA. Ha attaccato i Democratici usando espressioni sconvenevoli, anche per i suoi standard. Non è servito a nulla. Più che la paura dei comunisti e dell’Iran, ha potuto il malcontento riguardo il costo della vita, l’economia e la figura stessa di Trump.

Terremoto in Texas: il Lone Star State è dem
Negli ultimi decenni in Texas si sono infranti a più riprese i sogni dei Democratici. Ma ora c’è stata la svolta anche nel Lone Star State: l’astro nascente dem James Talarico ha infatti sconfitto in modo netto il procuratore generale dello Stato Ken Paxton nella contesa per un seggio al Senato e, ancor più sorprendentemente, il governatore repubblicano uscente Greg Abbott (alla ricerca del quarto mandato) è stato battuto dalla deputata statale dem Gina Hinojosa, che sarà la prima persona di origine latina a guidare il Texas (qui le altre ‘prime volte’ di queste Midterm).

I Democratici hanno vinto le sfide più accese
I Democratici si sono aggiudicati le tre competizioni elettorali più accese. In Michigan si è aggiudicato il seggio al Senato Abdul El-Sayed, oggetto di attacchi islamofobi da parte di Trump, che lo ha ripetutamente etichettato come “jihadista”. El-Sayed, primo senatore musulmano del Paese, ha dovuto anche superare le difficoltà poste dall’endorsement della collega di partito Haley Stevens, da lui sconfitta alle primarie, per il suo avversario repubblicano, Mike Rogers. In Ohio è stata eletta governatrice Amy Acton, che ha battuto Vivek Ramaswamy: quest’ultimo aveva diffuso uno spot in cui la madre della rivale (le due non hanno rapporti) definiva una bugiarda la figlia, che aveva denunciato di aver subito abusi sessuali dal patrigno. Visto l’esito del voto, la ‘trovata’ di Ramaswamy si è rivelata controproducente. Infine c’è il già citato Texas con Talarico, che ha dovuto affrontare insinuazioni sulla sua sessualità avanzate da esponenti repubblicani (compreso il vicepresidente JD Vance) e le prese in giro di Trump, che lo aveva ribattezzato ‘Talafreako’.

I sondaggisti possono tirare un sospiro di sollievo
Questa tornata elettorale si è rivelata positiva per i sondaggisti. Era infatti attesa una valanga blu e così è stato: il ribaltamento del Congresso è arrivato. Il settore, rimasto scottato dalle Presidenziali del 2024, può insomma tirare un sospiro di sollievo. Un altro errore clamoroso avrebbe reso ancora più pressanti gli interrogativi sul loro operato.
