Com’erano andate nel 2018 le prime elezioni di midterm con Trump alla Casa Bianca

Gli Stati Uniti tornano oggi al voto per rinnovare gran parte del Congresso (l’intera Camera e un terzo del Senato) in occasione delle elezioni di midterm, che si tengono ogni quattro anni a metà – appunto – del mandato presidenziale. Storicamente, il partito che detiene la Casa Bianca perde terreno a Capitol Hill in questa tornata elettorale, considerata un referendum sull’operato del presidente. Essendo al secondo mandato, per Donald Trump quelle in corso saranno le ultime elezioni di midterm: ecco come erano andate quelle del 2018.

Il GOP rafforzò la maggioranza al Senato, ma subì il sorpasso alla Camera

Il boom del voto anticipato (quasi 56 milioni di statunitensi – compreso il papa – hanno votato prima dell’apertura delle urne) fa ben sperare i Democratici, che gli ultimi sondaggi danno in forte vantaggio: prevista un’onda blu senza precedenti. Il Partito repubblicano arriva al voto con una risicata maggioranza nei due rami del parlamento: la conquista della Camera da parte dei dem è data quasi per scontata e anche il Senato potrebbe seguire la stessa sorte. Nel 2018 il Grand Old Party rafforzò la propria maggioranza alla camera alta, mentre subì il sorpasso in quella bassa, incassando inoltre una sonora batosta nelle contestuali elezioni governatoriali.

Com’erano andate nel 2018 le prime elezioni di midterm con Trump alla Casa Bianca
Seggio elettorale negli Usa (Ansa).

Senato Usa: l’esito delle elezioni di metà mandato nel 2018

Nel 2018 furono sottoposti ad elezione tutta la Camera dei rappresentanti e 35 seggi del Senato. Prima del voto, i Repubblicani avevano una maggioranza di 51 senatori su 100: le elezioni determinarono il guadagno di ulteriori due seggi da parte del GOP. Il partito di Trump perse infatti i seggi di Arizona e Nevada, ma soffiò ai dem quelli di Dakota del Nord, Florida, Indiana e Missouri, arrivando ad avere 53 rappresentanti al Senato.

Camera dei rappresentanti: l’esito delle midterm nel 2018

Prima delle elezioni, la Camera dei rappresentanti nel 2018 era controllata dai Repubblicani con una maggioranza di 240 deputati su 435. I Democratici, quota 195, avevano dunque bisogno di conquistare 23 seggi per il controllo della camera bassa del Congresso. L’ondata blu decretò un incremento di ben 40 unità alla Camera per i Democratici, con 43 seggi soffiati ai Repubblicani e appena tre persi. La maggioranza passò quindi in mano ai progressisti.

Com’erano andate nel 2018 le prime elezioni di midterm con Trump alla Casa Bianca
Statunitensi al voto per le elezioni di midterm nel 2018 (Ansa).

Il Partito democratico vinse anche la sfida dei governatori

Contestualmente a buona parte dei parlamentari Usa, furono eletti anche i governatori di 36 Stati su 50. Il voto si tenne in 26 dei 33 Stati a guida repubblicana, in 9 dei 16 con governatori democratici e in uno Stato, l’Alaska, dove invece il governatore era indipendente. I democratici conquistarono sette governatori che in precedenza erano stati ottenuti dai repubblicani; mentre quest’ultimi si dovettero accontentare dell’Alaska, fino a quel momento guidata da un indipendente. La “partita” delle governatoriali finì dunque 20 a 16 per i dem.