Attacchi hacker contro supermercati in vari Paesi Ue: cosa sappiamo

Nella notte tra domenica e lunedì un’ondata di attacchi hacker ha colpito i sistemi di refrigerazione di decine di supermercati in Svezia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Finlandia Estonia e Irlanda, dove la temperatura di banchi frigo e freezer è stata innalzata sopra i 50 gradi, rendendo grosse quantità di cibo conservatovi inutilizzabile.

Come si è svolto l’attacco da remoto

Secondo la tv pubblica estone Err, gli hacker sono riusciti ad accedere alle centraline connesse a Internet e a sovrascrivere le impostazioni dei macchinari, innalzando poi da remoto la temperatura. In Belgio risultano colpiti punti vendita Delhaize, Carrefour, Colruyt e Intermarché. In Svezia nel mirino è finita Gdo Ica, che detiene il 33 per cento della quota di mercato del Paese scandinavo. Coinvolte anche diverse strutture della catena Coop. In Irlanda risultano compromessi i sistemi di 13 supermercati SuperValu. Nei Paesi Bassi stati colpiti piccole aziende e negozi di quartiere.

Tonnellate di cibo da buttare: perdite milionarie

Il risultato è stato devastante per la catena del freddo. L’attacco ha costretto centinaia di punti vendita in Europa a chiudere temporaneamente e a gettare nei rifiuti tonnellate di cibo, in particolare i surgelati: sono previste perdite economiche milionarie.

Il precedente del 12 ottobre in tre Paesi

L’attacco ha seguito lo stesso modus operandi già osservato in Francia, Belgio e Paesi Bassi il 12 ottobre, quando oltre 700 punti vendita di insegne come Carrefour, Intermarché, Leclerc e Monoprix subirono la manomissione remota dei sistemi termici.

La risposta dell’Unione europea

Commentando gli attacchi hacker, la portavoce della Commissione Ue per l’Agricoltura, Louise Bogey, ha dichiarato che l’Unione europea «dispone di diversi strumenti» per rispondere a un incidente come questo: «Ci affidiamo a CYCLONe per il coordinamento e la condivisione delle informazioni, poiché diversi Stati membri sono stati colpiti. La Commissione continuerà a collaborare con gli Stati membri per rafforzare la sicurezza informatica in tutta l’Unione, anche nell’ambito del Cyber Resilience Act, del Cyber Solidarity Act e del NIS2».