Caro carburanti, ora minacciano di fermarsi anche i tassisti

In vista del presidio di protesta del comparto previsto per lunedì 26 ottobre a Roma davanti al Ministero dell’Economia e della Finanze, Loreno Bittarelli, presidente della Cooperativa Radiotaxi 3570 di Roma e del Consorzio itTaxi, ha scritto in un editoriale sull’Economista che, «senza risposte urgenti, il rischio concreto è il blocco del servizio per l’impossibilità materiale di coprire i costi di gestione».

La categoria chiede l’estensione del gasolio professionale

«Chi conosce itTaxi sa che non abbiamo mai ceduto a proteste ideologiche, ma oggi siamo di fronte a un’emergenza economica non più sostenibile», si legge nell’editoriale: «Con le tariffe amministrate dai Comuni, non possiamo scaricare sui clienti i rincari record di benzina e gasolio: i costi li pagano interamente i lavoratori, i cui margini sono azzerati». Bittarelli ha poi spiegato che, per non creare disagi, i tassisti scenderanno in piazza «a piedi, fuori turno e senza vetture». Ma, appunto, l’ipotesi di uno stop del servizio è tutt’altro che campata in aria: la categoria chiede al governo l’estensione del “gasolio professionale”, agevolazione fiscale che permette alle imprese di autotrasporto di recuperare parte delle accise pagate sul carburante attraverso un rimborso o un credito d’imposta.