E’ guerra in Forza Italia

Si accende lo scontro in Forza Italia sull’apertura proposta da Roberto Occhiuto, mentre in Campania emergono segnali di minore compattezza nell’area di Fulvio Martusciello. Il segretario regionale contesta il dialogo con Marattin e Boschi, richiamandone le precedenti dichiarazioni contro Silvio Berlusconi e assimilando l’operazione al calciomercato.Alla presentazione del libro di Occhiuto, pochi giorni fa, erano presenti Annarita Patriarca, Pino Bicchielli e Raffaele De Rosa, insieme al senatore Francesco Silvestro e al consigliere regionale Livio Petitto.Ora i due deputati e il senatore De Rosa replicano duramente: «Le dichiarazioni di Fulvio Martusciello contro l’apertura proposta da Roberto Occhiuto confermano una concezione divisiva della politica». Una linea che, secondo i parlamentari, danneggia Forza Italia, indebolendone la capacità di attrazione e contraddicendo la lezione di Berlusconi: «La sua forza consisteva nel trasformare le distanze in dialogo e il dialogo in alleanze».La replica investe anche il rapporto con Gianfranco Librandi: «Come concilia questa intransigenza con la vicinanza politica a una figura estranea alla realtà campana, oggi tra i suoi riferimenti più stretti, come l’imprenditore Gianfranco Librandi, che in passato ha ripetutamente attaccato duramente Silvio Berlusconi?».Sul quadro regionale, l’accusa è esplicita: «Sul piano politico, attribuiamo a Martusciello la responsabilità della profonda frattura che oggi attraversa Forza Italia in Campania». E il monito riguarda direttamente il futuro nazionale del partito: «Vorremmo evitare che la stessa logica venisse ora estesa al resto del Paese: Forza Italia ha bisogno di ricomporre e crescere, non di moltiplicare le fratture».Intanto, il comunicato di Roberto Celano a sostegno di Tajani non è stato accompagnato da analoghe prese di posizione degli altri consiglieri regionali azzurri. Un sostegno rimasto isolato che, insieme alle presenze all’iniziativa di Occhiuto, suggerisce le prime crepe nel fronte di Martusciello. Il rischio politico, denunciato dai parlamentari, è che il segretario campano proietti sul piano nazionale proprio quella logica divisiva che gli contestano in Campania, mentre anche la compattezza della sua area appare meno scontata.

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