di Irene Sarno
La vittoria di Fabio Roscioli alle suppletive di Reggio Calabria è chiara: il candidato del centrodestra supera il 51%, lasciando il candidato del campo largo, Frank Benedetto, al 36,59%. È un successo di Forza Italia, della coalizione e del lavoro svolto sul territorio da Roberto Occhiuto e Francesco Cannizzaro. Ma il dato politico più evidente è la sconfitta del centrosinistra: neppure presentandosi unito è riuscito ad avvicinarsi alla vittoria. C’è però un altro risultato che sarebbe un errore liquidare con gli slogan. Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale, ha raccolto il 10,94%. Vannacci non ha impedito al centrodestra di vincere e non gli ha sottratto la maggioranza dei consensi. Al tempo stesso, sfiorare l’11% al debutto in una competizione elettorale è una forte affermazione. Reggio, naturalmente, è un collegio e un’elezione suppletiva. Per capire come si stia muovendo il quadro nazionale occorre guardare anche altrove. L’ultimo sondaggio SWG per La7 colloca Fratelli d’Italia al 27,4%, il Partito democratico al 20,6% e il Movimento 5 Stelle al 12,8%. Subito dopo compare Futuro Nazionale: con l’8% che oramai è stabilmente il quarto partito nazionale, oramai oltre un punto sopra Forza Italia, scesa al 6,9%. La Lega è al 5,1%, invece è sempre più vicina alla soglia del 5%. Sono numeri che dovrebbero indurre tutto il centrodestra a riflettere, anche nel giorno di una vittoria. Fratelli d’Italia resta la forza dominante della coalizione: rispetto al 26% delle politiche del 2022 guadagna terreno, pur essendo sotto il 28,8% registrato alle europee del 2024. Forza Italia, invece, è passata dal 9,6% delle europee, quando correva insieme a Noi Moderati, al 6,9% della rilevazione odierna. Il confronto non è perfettamente omogeneo, ma la direzione degli ultimi anni merita attenzione. La Lega è scesa dall’8,8% delle politiche al 5,1%: ha perso quasi quattro punti, oltre il 40% del consenso di allora. Un centrodestra che nella sua formazione classica arriva, quindi, al 40,4% lontano dal 42% necessario per ottenere il premio di maggioranza secondo la nuova legge elettorale. Anche nell’opposizione il quadro è cambiato. Il Pd sale dal 19% delle politiche al 20,6% di oggi, mentre il Movimento 5 Stelle scende dal 15,4% al 12,8%. AVS conferma un dato solido con il 6,6%. Azione è al 3,2%, appena sopra un’eventuale soglia del 3%; Italia Viva, al 2,4%, ne resterebbe sotto se corresse da sola, così come +Europa all’1,7%. Intanto Avanti PSI arriva all’1%, raggiungendo Noi Moderati: una formazione che, nonostante quattro anni di presenza nella coalizione di governo, non è riuscita a superare quella quota. Il campo largo quindi arriverebbe al 42,7%, con l’1% del nuovo PSI di Maraio che sarebbe determinante per raggiungere il 42%. Il centrodestra può dunque festeggiare Reggio Calabria, e ha ragione a farlo. Ma non dovrebbe confondere una vittoria locale con la soluzione dei problemi nazionali dei singoli partiti. Il centrosinistra esce sconfitto dalle urne calabresi; nello stesso momento, il sondaggio mostra che gli equilibri dentro e attorno alla maggioranza stanno cambiando. Per Forza Italia la risposta non può esaurirsi nell’esultanza: servono idee, apertura e un radicamento capace di produrre consenso anche fuori dai territori in cui oggi si vince.
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