A Salerno è tempo di Rinascita Forense

di Erika Noschese

Un nuovo percorso di dibattito, approfondimento giurisprudenziale e partecipazione civile muove i suoi primi passi nel cuore di Salerno. Presso la prestigiosa Sala Marcello Torre del Palazzo della Provincia, si è svolta ieri pomeriggio la cerimonia ufficiale di presentazione dell’associazione Rinascita Forense. L’iniziativa, concepita non come semplice aggregazione di categoria ma come un vero e proprio laboratorio permanente di elaborazione culturale, ha inteso promuovere un confronto aperto ed eterogeneo sui temi nodali dell’attualità giuridica, sulla tutela delle libertà individuali, sulle garanzie costituzionali e sulle veloci trasformazioni che caratterizzano la società contemporanea. Promosso con determinazione dall’avvocato Sarel Malan, consigliere comunale della città di Salerno, l’evento ha saputo richiamare un folto pubblico di professionisti del settore giudiziario, rappresentanti delle istituzioni ed esponenti della società civile. I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali e la presentazione formale delle finalità statutarie da parte di Paola Ianni e Vincenzo Vingolo. L’incontro, moderato con rigore dal giornalista Rolando Fiore, ha poi visto avvicendarsi gli interventi di alto profilo offerti da Alessandro Cecchi Paone e da Francesca Pascale, i quali hanno offerto spunti di riflessione critici e puntuali sul rapporto intercorrente tra diritto, etica pubblica e dinamiche politiche. L’obiettivo primario della neonata realtà forense è quello di abbattere i muri del mero corporativismo professionale per proiettare i valori del diritto entro una visione più ampia e inclusiva della cittadinanza attiva. Nel tracciare il quadro valoriale e programmatico che guiderà le attività future della compagine, il promotore Sarel Malan ha rimarcato l’esigenza impellente di fondare uno spazio neutro e aperto all’ascolto, affermando che “Rinascita Forense nasce dalla volontà di creare un luogo di incontro, di confronto e di elaborazione culturale che, partendo dal mondo dell’avvocatura, sappia guardare oltre i confini della professione e rivolgersi all’intera società civile”. La struttura dell’associazione intende infatti porre al centro del dibattito la funzione sociale dell’avvocato quale presidio insostituibile di legalità e di difesa dei diritti inalienabili dell’uomo. Nel prosieguo del suo discorso, il consigliere ha voluto precisare come “alla base di questo progetto vi è una convinzione profonda: ogni autentico percorso di crescita individuale acquista il suo significato più alto quando si traduce in un contributo concreto al progresso della collettività”. L’approccio multidisciplinare proposto dall’associazione punta a coinvolgere non soltanto gli operatori della giustizia, ma anche studiosi, studenti e cittadini interessati all’evoluzione del panorama dei diritti. Sotto questo aspetto, la carta dei valori dell’associazione ritrova la propria bussola etica nei principi cardine del moderno stato di diritto e della tradizione umanistica occidentale. Sviscerando i fondamenti concettuali del progetto, Malan ha chiarito espressamente che “la libertà di pensiero e di coscienza, l’uguaglianza nella dignità e nei diritti, la fraternità intesa come solidarietà tra gli uomini rappresentano valori universali nei quali riconosciamo le fondamenta di una società civile”. Durante la tavola rotonda si è affrontata la delicata questione del ruolo supplente spesso svolto dagli organi giudiziari nei confronti delle inerzie legislative sui temi eticamente sensibili. Su questo punto si è innestata la riflessione di Alessandro Cecchi Paone, il quale ha voluto rendere omaggio all’operato del mondo forense e della magistratura evidenziando che “l’avanzo e la tutela dei diritti civili nel nostro Paese nell’ultimo periodo si devono quasi esclusivamente alla sensibilità e alla correttezza dei pronunciamenti dei giudici”, sottolineando al contempo come la politica mostri un colpevole ritardo nell’intercettare le reali esigenze del corpo sociale. Sulla medesima lunghezza d’onda si è collocato il contributo di Francesca Pascale, che ha ribadito la necessità di una mobilitazione culturale costante e priva di steccati ideologici, rilevando con forza come “ogni occasione sia opportuna e preziosa per accendere i riflettori sui diritti civili, per valorizzare le istanze individuali e collettive, difendendole soprattutto in quei contesti in cui la strada si presenta ancora impervia”. Nel concludere i lavori, gli organizzatori hanno confermato l’intenzione di programmare nei prossimi mesi un fitto calendario di seminari, convegni e tavole rotonde sui temi della giustizia giusta e delle riforme sociali, ribadendo l’impegno, espresso chiaramente dalla dirigenza dell’associazione, di far sì che Rinascita Forense diventi in modo permanente “un luogo nel quale persone di diversa provenienza culturale e professionale possano incontrarsi e lavorare insieme per contribuire alla costruzione di una società più libera, più giusta e più consapevole”.

L'articolo A Salerno è tempo di Rinascita Forense proviene da Le Cronache.