«Che c’entra con la “sottovia” l’ex rettore Racinaro?

di Alfonso Andria

Ho riflettuto se intervenire o meno per la sola preoccupazione che la mia notazione, riguardando una persona scomparsa, potesse risultare strumentale agli occhi di qualche malpensante! Poi, per onestà intellettuale ho deciso ugualmente di esternare un sentimento di ammirazione profonda e di orgoglio per essergli stato amico, dí rispetto per lo studioso e l’accademico che fu Roberto Racinaro. Avemmo modo di collaborare anche nel comune impegno di servizio alle istituzioni quando Racinaro fu Consigliere regionale della Campania, nel quinquennio 2005/2010, eletto nella lista “Democrazia è Libertà-La Margherita” mentre ero deputato al parlamento europeo e poi senatore della Repubblica. Meritoria l’iniziativa, da tempo in gestazione, di ricordarne l’esemplarità della figura, e in primo luogo di tramandarne la memoria ai giovani d’oggi e di domani. Discuto non certamente il merito, ma la modalità che si è prescelta per l’adempimento di un atto doveroso, del tributo di riconoscenza della Città, della sua Università e della Comunità docente, discente e non insegnante, dei cittadini anche di altre province e regioni limitrofe, quindi di un amplissimo territorio e dei suoi abitanti! La “sottovia” è un’opera pubblica importante che auspicabilmente alleggerirà i volumi finora insostenibili del traffico cittadino. Ma la “sottovia” è un’infrastruttura sotterranea – appunto – in cui i veicoli transitano e non devo insistere oltre per significare una cosa tanto ovvia, troppo ovvia. E che c’entra con la “sottovia” una persona, una donna o un uomo, quali che siano l’estrazione professionale, il ruolo ricoperto – anche il più umile – nella società locale o nel servizio reso alla comunità con onestà e con zelo? E, per uguali ragioni, che c’entra con la “sottovia” il professore Roberto Racinaro, illuminata espressione della cultura filosofica ben oltre i confini nazionali, apprezzato Rettore dell’Ateneo salernitano, che già tempo fa intitolò al suo nome l’Aula del Senato accademico? Una biblioteca, una struttura del sapere, anche una strada o una piazza perché luoghi di confronto e di incontro, di relazioni umane e quindi di elaborazione di futuro, i quali nel tempo – come pure capita – assurgono al rango di riferimento che, prendendo spunto dalla toponomastica, restano poi nell’immaginario collettivo: “il punto di incontro per i giovani”; “il ritrovo per gli anziani”; la passeggiata per le signore” “il punto di riunione è al bar tal dei tali o davanti al ristorante tal altro”; “ci vediamo stasera a…”! Sarebbe bello che un ragazzo o una ragazza proponesse ai propri amici nel darsi appuntamento in un posto di Salerno: “domani andiamo a studiare alla biblioteca Racinaro?”

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