I sindacati Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno proclamato le prime 24 ore di sciopero per tutti i lavoratori dell’indotto dell’ex Ilva di Taranto a partire dalle ore 9 di lunedì 14 settembre 2026 sino alle 7 di martedì. I lavoratori hanno occupato la strada provinciale per Statte in segno di protesta dopo la decisione della Corte d’appello civile di Milano di chiudere l’area a caldo dello stabilimento, con tutto ciò che questo comporta in termini di rischio licenziamenti per 2.500 operai. Le sigle sindacali hanno spiegato che la mobilitazione non è indirizzata specificamente contro il provvedimento dei giudici, ma contro le responsabilità dei governi che si sono succeduti nella gestione della vertenza ex Ilva. L’obiettivo è ottenere dall’esecutivo risposte politiche e industriali prima che il rischio di licenziamenti si traduca in una nuova emergenza occupazionale per il territorio.
«Non ci fermeremo senza soluzioni per tutti i lavoratori»
«Sia chiaro», hanno sottolineato i sindacati nella comunicazione di sciopero, «che non ci fermeremo se non ci saranno soluzioni e misure straordinarie per tutti lavoratori». Dopo la protesta dei lavoratori dell’indotto, martedì è previsto a Palazzo Chigi un nuovo tavolo tra governo e sindacati. «Il tempo è scaduto», hanno ribadito le sigle, chiedendo garanzie occupazionali, tutela del reddito e un piano industriale per Taranto.
