Nella prima convention organizzata da un partito prima delle elezioni di midterm, Donald Trump si è appellato ai Repubblicani promettendo un incentivo di 5 mila dollari per il voto al GOP e mandandoli preventivamente al diavolo in caso contrario. Che il presidente Usa stia avvertendo la pressione in vista delle elezioni che potrebbero costare la maggioranza alla Camera e al Senato? Di sicuro, il sostegno a Trump è in calo in tutte le fasce d’età, ma soprattutto tra i Millennials e la Generazione Z, categorie che nel 2024 erano state fondamentali per il suo ritorno alla Casa Bianca. Da qui il bisogno di coinvolgere il più possibile (compatibilmente col suo ego) il vice JD Vance, che a Dallas ha fatto le prove per le Presidenziali del 2028.

Una generazione sul piede di guerra
A preoccupare macchina politica del Grand Old Party sono soprattutto le – cattive – opinioni dei Millennials (i nati dal 1981 al 1996). Innanzitutto, ormai costituiscono la generazione più numerosa negli States. Inoltre sono la fascia demografica con il maggior numero di figli in età scolare (dunque a carico) e che pertanto risente maggiormente dell’aumento dei prezzi di generi alimentari e carburante, fattore che sta pesando molto nel crollo dei consensi di The Donald. Gli sforzi paralleli delle campagne di Trump e di Kamala Harris per raggiungere i Millennials attraverso podcast e altri media digitali erano emersi come un elemento chiave del ciclo elettorale del 2024. Anche alle Midterm lo scontro tra repubblicani e democratici si giocherà su questo terreno.

Il sentiment negativo dilaga soprattutto tra i maschi
Secondo un recente sondaggio di Navigator, il tasso di approvazione di Trump tra i Millennials è calato al 38 per cento. E tra chi lo ha votato nel 2024, il 28 per cento ammette di essersi pentito. Un’altra indagine Economist/YouGov, condotta sempre ad agosto, evidenzia dati ancora peggiori: solo il 26 per cento delle persone di età compresa tra 30 e 44 anni approva attualmente l’operato di Trump come presidente. Il sentiment negativo per l’operato di Trump è forte, evidenziano i sondaggi, in particolare tra i maschi.

A Vance il compito di riconquistarli
Trump nella seconda e ultima serata della convention di Dallas non ha ripetuto il comizio-show della prima, concedendo 41 minuti sul palco a Vance, suo vice e volto più giovane di un’amministrazione guidata dalla persona più anziana mai eletta alla presidenza, un 80enne della generazione dei Baby Boomer. Vance invece è nato nel 1984 e, come ha ricordato con piena retorica MAGA, è padre di quattro figli piccoli che hanno il «diritto di nascita a ereditare le benedizioni del più grande Paese della Terra». Ha insomma le caratteristiche ideali per parlare a quella che oggi è la fetta più larga dell’elettorato: Trump, pur non investendolo ufficialmente del ruolo di erede politico, gli ha dato il compito di riconquistare i Millennials in vista delle elezioni di metà mandato. Con un occhio già al 2028.

