Il mondo del tennis italiano, da quasi tre anni, ha alzato la voce contro il calcio, brandendo il vessillo di Jannik Sinner, le sue vittorie, i suoi primati, le masse di tifosi che affollano le arene, i palazzetti e ingrossano le audience televisive. E non è un caso che, per esempio, in concomitanza con le prossime Atp Finals di Torino in novembre, il calendario della Serie A di calcio abbia spostato la partita in casa della Juventus a lunedì, per evitare sovrapposizioni con i match del torneo di tennis.
Le polemiche per le sovrapposizioni con il calcio
Tutto ciò è stato fatto ascoltando le lamentele del presidente della Federtennis e padel, Angelo Binaghi, che aveva parlato di un mondo del calcio quasi intenzionato a ostacolare la cavalcata in popolarità del tennis, sia piazzando la finale di Coppa Italia all’Olimpico di Roma, proprio di fianco al Foro Italico e in concomitanza delle partite di tennis, sia per gli incontri di Torino e Juventus durante le Atp finals sotto la Mole.

Binaghi ha spesso usato ironia e anche presunzione, quando si parlava di eventi sovrapposti, come il derby di Roma e le partite di tennis degli Internazionali: «Oggi, in Italia, dobbiamo spostarci noi o il calcio? Chiediamolo all’opinione pubblica. Noi ci siamo spostati per 25 anni». E poi ancora, la stilettata velenosa durante il Mondiale americano senza l’Italia: «A che ora gioca la Nazionale? Mi sono distratto con Wimbledon…».
Ok la cultura sportiva multidisciplinare, ma…
È obiettivamente giusto, per la Fitp, rivendicare più spazio, lungo un percorso che intende accrescere la cultura sportiva multidisciplinare in Italia, dove invece il calcio, per tradizione, la fa sempre da padrone. Ma è altrettanto doveroso ricordare al mondo del tennis che tutta la forza contrattuale del momento gli deriva esclusivamente dal fattore Sinner. Appena Jannik scompare, il mondo di racchette e palline, mediaticamente, evapora. Insieme ai tifosi.

I dati di ascolto dell’ultimo Us Open di tennis, senza Sinner, sono lì a dimostrarlo: su Sky -46 per cento di audience media giornaliera nella prima settimana del torneo rispetto all’edizione 2025; su Supertennis, in chiaro, -58 per cento.
Gli altri tennisti non scaldano i cuori degli italiani
Purtroppo i vari Flavio Cobolli, Lorenzo Musetti, Luciano Darderi (quello che ha resistito di più agli Us Open, eliminato agli ottavi da Alexander Zverev), Matteo Berrettini o Jasmine Paolini non scaldano i cuori degli italiani, che si emozionano solo per chi vince, non per chi arriva in finale, o in semifinale, o comunque lotta alla pari con i più forti. Senza Sinner, che sperando di riprendersi dall’infortunio al ginocchio è andato a Monza a godersi il Gran Premio di F1 (e lì c’era il fenomeno tutto italiano Kimi Antonelli che sta spingendo gli ascolti tivù della F1 su Sky e Tv8 a vette che da tempo non si vedevano), lo spazio riservato al tennis sulla stampa, nei notiziari e nella cosiddetta talkability sui social è stato davvero minimo.

Nel frattempo, l’Italia sta sistemando lo scacchiere geografico dei tornei: dopo il torneo Atp 1000 di Roma, le Atp Finals di Torino e le Finali di Coppa Davis a Bologna, dal 2028 debutterà un torneo Atp 250 a Ca’ Tron di Roncade (Treviso): sarà in programma in giugno, subito dopo il Roland Garros, in preparazione a Wimbledon su campi in erba costruiti da privati con soldi privati sui terreni del campus di H-Farm (gruppo veneto specializzato in formazione, start-up, consulenze e sviluppo tecnologico), alle porte della laguna di Venezia.
Per il torneo a Ca’ Tron di Roncade versati 27 milioni di dollari
I diritti del torneo, si ricorderà, erano stati comprati dalla Fitp alcuni mesi fa, con il versamento ad Atp di 27 milioni di dollari per rilevare quelli che erano i diritti del torneo di Bruxelles. Insomma, è tutto quasi pronto, come conferma Gianni Milan, vicepresidente della Fitp. E il nuovo torneo italiano dovrà giostrarsi tra i due grandi Atp 500 al Queen’s di Londra o ad Halle (in Germania), facendo a spallate pure con gli altri tornei 250 su erba di Stoccarda, ’s-Hertogenbosch (Paesi Bassi), Maiorca (Spagna) ed Eastbourne (Inghilterra).
