Tra Matteo Salvini e Matteo Piantedosi, Giorgia Meloni ha scelto il secondo. A quanto apprende Lettera43, e come già avevamo anticipato, il ministro dell’Interno, approdato al governo attraverso la Lega (è stato capo di gabinetto ai bei tempi di Salvini al Viminale), volpone democristiano, nato a Napoli ma originario dell’Irpinia demitiana, si è pian piano avvicinato alle posizioni della Meloni, che ha deciso di candidarlo alle politiche 2027 con Fratelli d’Italia.
La Campania non è mai stata una “Regione rossa”
Piantedosi avrà il compito di “tirare” la lista di FdI in Campania, terra fatale per il partito di maggioranza relativa, che nella terza Regione d’Italia per numero di abitanti accumula flop elettorali in continuazione. Eppure la Campania non è mai stata una “Regione rossa”, anzi: è stata governata da Antonio Rastrelli, compianto galantuomo dei tempi del Movimento sociale italiano, il cui figlio Sergio, che ne ha ereditato i modi e la passione politica, è attualmente senatore.

Berlusconi e Caldoro in passato fecero il pieno di voti
Silvio Berlusconi in Campania faceva il pieno dei voti, e anche Stefano Caldoro, socialista doc e attuale consulente di Palazzo Chigi per le politiche del Lavoro, nel 2010 ha portato il centrodestra alla conquista di Palazzo Santa Lucia, sconfiggendo quel Vincenzo De Luca che cinque anni dopo si è preso la rivincita, di misura.

De Luca e il Covid hanno fatto evaporare la destra
Poi è arrivato il Covid e De Luca, nel 2020, diventato una star per le sue dirette social da milioni di visualizzazioni, tra cinghialoni e lanciafiamme, stravinse (ancora) contro Caldoro. Da quel momento in poi, il centrodestra in Campania è evaporato: ha perso tutte le elezioni con risultati deprimenti, referendum compreso, mentre Fratelli d’Italia annaspa tra personalismi e guerre interne.

Nelle ultime settimane Roberto Vannacci ha avuto gioco facile nel portare dalla sua parte parecchi esponenti del ceto politico che si sono sentiti traditi da FdI: hanno portato acqua elettorale al mulino (anzi, alla fiamma) e sono stati ripagati con infastidite non risposte alle varie sollecitazioni rivolte a parlamentari ed esponenti di governo.

Come ripartire? L’idea è di affidare a Piantedosi non solo una candidatura, ma anche il compito, dopo le elezioni, di riallacciare il rapporto tra il partito e la cosiddetta “base”: chi meglio di un ex (?) Dc per mediare, ascoltare, riunire, ammorbidire, svelenire il clima mefitico che si respira nel partito in Campania?







