Coscia, Il Pd in provincia di Salerno gode di ottima salute

di Erika Noschese

 

 

«Il Partito Democratico in provincia di Salerno gode di ottima salute». Giovanni Coscia, segretario provinciale del Pd, parte da questa convinzione per tracciare il percorso del partito in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Dalle amministrative nei Comuni della provincia alla sfida delle politiche, passando per la nuova fase amministrativa di Salerno, il segretario dem rivendica il radicamento territoriale del partito e indica come priorità la costruzione di una coalizione ampia e credibile.

Segretario Coscia, qual è oggi lo stato di salute del Pd dopo l’ultima stagione elettorale?

«Direi che il Partito Democratico in provincia di Salerno gode di ottima salute. Lo dico con convinzione, non per esercizio di ottimismo, ma perché vedo quotidianamente la realtà dei nostri circoli, dei nostri amministratori, dei nostri militanti e delle tante persone che continuano a riconoscersi nei valori del Partito Democratico. Il PD è un partito vivo, presente e radicato nel territorio. È un partito che discute, certo, perché la discussione e anche il confronto interno sono parte della nostra ricchezza. Ma soprattutto è un partito che lavora, che costruisce proposte e che mantiene un rapporto costante con le comunità. Abbiamo un radicamento importante nei territori, una classe dirigente diffusa e una presenza amministrativa significativa e credibile. Alle ultime elezioni provinciali, il PD è risultato ancora una volta il primo partito, eleggendo sette consiglieri, all’interno di una maggioranza di centrosinistra che ha ottenuto 12 seggi su 16. Naturalmente non ci accontentiamo. Un partito in buona salute non è un partito che pensa di avere già raggiunto il proprio obiettivo. È un partito che ha l’ambizione di crescere, di allargare il proprio consenso e soprattutto di tornare a parlare a tutte quelle persone che oggi guardano alla politica con distanza o diffidenza. La nostra forza sta proprio qui: nell’essere una comunità politica capace di stare nelle istituzioni ma, contemporaneamente, nelle piazze, nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nelle associazioni e nella vita quotidiana delle persone. Abbiamo davanti una fase politica importante e non ci nascondiamo le difficoltà ed il lavoro che ci attende. Ma proprio perché conosciamo le nostre energie, possiamo guardare al futuro con fiducia. Da segretario provinciale di Salerno, quindi, posso dirlo con chiarezza: il Partito Democratico è in ottima salute. È un partito vivo, combattivo, plurale e con una grande voglia di tornare a vincere. E soprattutto è un partito che ha ancora una cosa fondamentale: persone che hanno voglia di esserci e di lavorare insieme. È da qui che ripartiamo».

Nei prossimi mesi diversi Comuni della provincia saranno chiamati al voto. Quali saranno i criteri con cui il Pd sceglierà candidati e alleanze? Ci sarà spazio per candidature civiche anche al di fuori dei partiti?

«Come Partito Democratico provinciale abbiamo un criterio molto chiaro: non partiremo dai nomi, ma dai progetti e dalle comunità. Le prossime elezioni amministrative ci consegnano una responsabilità importante e vogliamo affrontarla mettendo al centro la qualità delle candidature, la credibilità delle proposte e la capacità di costruire coalizioni realmente competitive. I nostri candidati dovranno essere persone riconosciute nei territori, capaci di interpretare i bisogni delle comunità e di mettere a disposizione un’idea concreta di governo. Non cerchiamo semplicemente candidature di partito: cerchiamo persone in grado di allargare il consenso e di rappresentare al meglio un’intera comunità. Naturalmente non ci potrà essere una ricetta uguale per tutti. Ogni Comune ha una sua specificità e le scelte dovranno nascere dal confronto con i nostri circoli, con gli amministratori e con le realtà locali. Dove esistono esperienze amministrative positive, valuteremo la continuità; dove invece sarà necessario aprire una nuova fase, lavoreremo per individuare candidature autorevoli e condivise. Per quanto riguarda le alleanze, il Pd ha l’ambizione di costruire coalizioni larghe, progressiste, riformiste e civiche, ma senza fare l’errore di trasformare il cosiddetto “campo largo” in una semplice sommatoria di simboli. Le alleanze, per noi, devono avere alla base un programma, una visione e una comune idea di governo. Siamo disponibili a confrontarci con tutte le forze che condividono questa impostazione, ma non faremo alleanze a prescindere. La priorità è costruire proposte credibili per i cittadini e coalizioni che abbiano la forza di vincere e, soprattutto, di governare bene. Come segreteria provinciale avremo il compito di favorire questo percorso, garantendo ascolto e coordinamento, ma anche l’onere di assumerci, fino in fondo, la responsabilità delle scelte. Voglio un Pd protagonista, non spettatore: un partito capace di unire le proprie forze, valorizzare le migliori energie dei territori e proporre agli elettori una classe dirigente all’altezza delle sfide che abbiamo davanti».

Le prossime elezioni politiche saranno il vero banco di prova per il nuovo corso del Pd? E con quale obiettivo vi presenterete agli elettori?

«Sì, le prossime elezioni politiche saranno certamente un banco di prova importante, ma non credo che il nuovo corso del PD si possa misurare soltanto con il risultato delle urne. Si misura prima di tutto dalla capacità di tornare a essere una forza credibile, riconoscibile e radicata nei territori, capace di parlare ai bisogni concreti delle persone. Agli elettori vogliamo presentarci con un obiettivo molto chiaro: costruire un’alternativa di governo al centrodestra, non limitarci a fare opposizione. E per farlo dobbiamo mettere al centro le questioni che riguardano la vita quotidiana delle persone: salari e lavoro, sanità e servizi pubblici, casa, scuola, giovani, sostegno alle famiglie e crescita economica. Il PD deve essere il partito che tiene insieme crescita e giustizia sociale, sviluppo e sostenibilità, diritti e doveri, senza lasciare indietro nessuno. Ma soprattutto dobbiamo essere capaci di costruire una proposta larga e credibile, dialogando con tutte le forze progressiste e riformiste che condividono l’idea di un’Italia più giusta, moderna ed europea. L’obiettivo, quindi, non è semplicemente prendere qualche voto in più.

È riconquistare la fiducia degli italiani ed arrivare alle prossime politiche nelle condizioni di poter vincere e governare il Paese. E questo lavoro comincia molto prima della campagna elettorale, nei territori, ascoltando le persone e trasformando le loro esigenze in proposte concrete. Dobbiamo coltivare l’ambizione di migliorare le condizioni di vita nel nostro Paese, rendendolo più giusto, più equo, più inclusivo, ma anche più resiliente, dinamico e competitivo. Recuperare un ruolo da protagonisti in Europa ed a livello internazionale, superando l’isolamento in cui la destra ha collocato l’Italia. Condivido, altresì, la consapevolezza, ribadita a più riprese dalla Segretaria Nazionale e dal Segretario Regionale Piero De Luca, ovvero che il PD non può essere autosufficiente, ma deve assumere su di se l’onere di essere la pietra miliare sulla quale e con la quale, organizzare una coalizione solida e credibile, in grado di governare le nostre comunità. Dobbiamo essere protagonisti, dunque, come PD, del percorso di costruzione di una “Officina progressista e democratica”, lavorando ogni giorno su programmi e contenuti, occupandoci di idee e progetti nell’interesse dei cittadini».

È ormai entrata nel vivo l’esperienza amministrativa targata De Luca. Qual è la sua opinione su questa nuova fase politica e amministrativa della città?

«E’ una fase che guardo con grande entusiasmo e con una convinzione precisa: Salerno ha davanti a sé una stagione di nuove opportunità. L’esperienza amministrativa targata De Luca porta con sé una visione forte della città, una capacità di programmazione e, soprattutto, la volontà di non accontentarsi di una gestione ordinaria. Il Sindaco De Luca ha, da subito, tracciato le linee guida dell’azione amministrativa comunale dando priorità alle questioni sulla sicurezza e riprendendo le attività di riqualificazione urbana sul tutto il territorio di Salerno. La città ha bisogno di ambizione, di coraggio e di una classe dirigente capace di guardare oltre il presente. In questo senso, considero questa nuova fase un passaggio particolarmente significativo. Ci sono tutte le condizioni per dare ulteriore impulso alla crescita della città, valorizzandone le straordinarie potenzialità. La cosa che mi entusiasma maggiormente è la possibilità di aprire una nuova stagione di trasformazioni concrete: una città più moderna, più attrattiva, più competitiva e sempre più capace di offrire opportunità ai giovani e alle imprese. Sono convinto che Salerno possa tornare a essere, ancora una volta, un punto di riferimento. E credo che questa fase amministrativa abbia l’energia, la determinazione e la visione necessarie per raggiungere traguardi importanti. Il futuro della città non va semplicemente amministrato: va costruito con coraggio e con una grande idea di Salerno».

Qual è l’obiettivo del suo mandato da Segretario del PD salernitano?

«Fare un salto di qualità: passare da un Partito che spesso dimostra di saper vincere le elezioni a un Partito che sappia anche costruire politica ogni giorno, dove chi si impegna, in qualsiasi ruolo chiamato, lo fa avendo l’ambizione di poter dare (anche se piccolo) il proprio contributo a migliorare le cose. Sulla traccia dell’ottimo lavoro che sta portando avanti il Segretario Regionale, Piero De Luica, lavoreremo perché PD salernitano continui ad essere il punto di riferimento naturale per chi crede nella giustizia sociale, nel lavoro dignitoso, nella scuola pubblica, nella sanità territoriale, nella transizione ecologica, che non lascia indietro nessuno. Dobbiamo essere il partito che ascolta prima di parlare, che studia prima di proporre, che costruisce prima di dividere. Un partito serio e credibile, perché sono seri e credibili le persone che lo rappresentano. In questa provincia abbiamo realtà straordinarie: un tessuto produttivo dinamico, un patrimonio culturale e ambientale unico, università e centri di ricerca, amministratori capaci, associazioni vive. Mettere in rete queste energie sarà la nostra priorità. Vogliamo un partito aperto. Aperto ai giovani, alle donne, al mondo del lavoro, alle professioni, al volontariato. Un partito che torni nelle piazze, nei quartieri, nei comuni più piccoli. Un partito che sappia parlare tanto alla costa quanto alle aree interne, che non lasci soli i sindaci, che sostenga le amministrazioni locali con idee e competenze. Dobbiamo rafforzare la nostra organizzazione, formare una nuova classe dirigente, investire nella partecipazione. I nostri circoli devono tornare a essere luoghi di confronto vero, di elaborazione politica, di ascolto dei bisogni reali delle persone. Se riusciremo a fare questo, il PD della provincia di Salerno non sarà semplicemente un partito elettoralmente forte. Sarà un partito politicamente forte».

 

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