Di Antonio Manzo
”La ricostruzione della sinistra non è una cena di gala. E’ un pranzo in osteria col compagno Br1, Bruno Tabacci. E il vino lo portiamo noi”. Bruno Tabacci festeggia gli 80 anni insieme al suo collega di partito Angelo Sanza con il sorriso per la candelina da spegnere e ricordato anche per la sua avventura di personaggio simbolo di una satira politica nei lunghi anni del calvario di centro sinistra. La pagina su Facebook è “Marxisti per Tabacci” E il giorno che simularono un Politburo del Pcus gli fecero mettere il colbacco in testa lui, democristiano d’acciaio sorrise. Perché in Italia i giovani di oggi non hanno mai conosciuto la fortunosa edizione de “Il Male” il giornale satirico degli anni Novanta che un giorno titolo a tutta pagina “Preso Tognazzi. È il capo delle Br. Altri tempi, altri tempi di stili di satira significativi di intelligenze fervide che sapevano ridere e far ridere la politica che fu. E non c’è più. Bruno Tabacci ha compiuto 80 anni. Una luna stagione nella politica italiana. Democristiano di lungo corso, “cavallo di razza”, “un colonnello di De Mita”. Le definizioni si sono sempre sprecate per Bruno Tabacci, 80 anni, nato a San Rocco di Quistello, patria delle Leghe contadine, uomo della sinistra democristiana legato agli ex ministri Giovanni Marcora e Giovanni Goria. Di certo lui la politica l’ha vissuta ad alti livelli, da tecnico-politico, coniugando una formazione economica con gli insegnamenti di don Primo Mazzolari. A diciotto anni è già iscritto alla Dc. Si laurea in economia e a 24 anni è consigliere comunale a Quistello. La gavetta lo fa passare sui banchi del consiglio di Mantova, poi Bozzolo e Porto Mantovano. Capo ufficio studi al ministero dell’Industria e poi del Tesoro nell’85 è segretario della Dc lombarda. Due anni dopo guida la Regione come presidente e nel ’90 viene eletto in Parlamento. È passato indenne (due assoluzioni con formula piena) dal ciclone Tangentopoli. Si fa difendere dall’avvocato Giandomenico Pisapia, padre di Giuliano con il quale nascerà una profonda amicizia al di là delle idee politiche. Quell’esperienza lo rinforza. Nel 2001 torna in Parlamento con l’Udc nel centrodestra, ma le sue posizioni si distanziano sempre più da Berlusconi. Nel 2008 viene riconfermato e crea il “terzo polo” centrista. Chiamato in giunta a Milano da Giuliano Pisapia, diventa assessore alle finanze nella capitale lombarda (il ruolo politico amministrativo che oggi guida l’assessore Emmanuel Conte, ebolitano cresciuto a Milano). Ma il distacco della gente, per lui, è legato alla crisi della politica. La dimostrazione sono le nuove formazioni politiche: esprimono protesta generica e non razionale selezione della classe dirigente migliaia di partecipanti sembravano un concorso. Le questioni aperte nel centrosinistra ci sono tutte, comunque vadano le cose. Lui è ora nel Gruppo Misto della Camera dei Deputati. Quando prende la parola zittisce l’aula e contesta con dati di fatto le politiche economiche del governo La destra non si batte restringendo il campo. Si batte allargandolo Così il “compagno Tabacci” Bruno Tabacci ha lasciato il gruppo del Pd alla Camera – dove era stato eletto da indipendente. Dice: “Scelta necessaria e meditata”. Resterà nel centrosinistra: “Ma oggi è indispensabile contribuire alla costruzione di uno spazio politico diverso, capace di parlare anche a chi si riconosce nell’alternativa alla destra senza sentirsi rappresentato dal Pd”. E’ in questo contenitore che potrebbe alla fine arrivare anche Tabacci (tra l’altro presidente del Centro democratico). Si susseguono contatti e iniziative. Con Alessandro Onorato (e Progetto civico), con lui ci sarà anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Intanto gira l’Italia presentando il suo libro “Pensiero Libero” e partecipando alle iniziative politiche di Ernesto Maria Ruffini nuovo federatore del Centro. A lui , per indole, ha mai interessato ristoranti con campi larghi. Nei lunghi anni di militanza politica e parlamentare ha sempre preferito tavole piccole anche per festeggiare gli 80 anni. Con Angelo Sanza e chi scrive. Testimoni della bontà di un buon vino rosso con una grappa finale barricata. Auguri cari “compagno Bruno”, pé cient ann’ e che a Maronna t’accumpagn.
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