Capaccio Paestum, Gaetano Paolino come il Pelide Achille

di Arturo Calabrese

Accostare un mito ad una vicenda molto terrena è iniziativa ardua, ma in quel di Capaccio Paestum, simbolo dell’antichità, la realtà rasenta talmente tanto la fantasia che un parallelismo diviene quasi automatico. Nell’ultima edizione di questo giornale, uscita sabato 22 agosto, il primo cittadino Gaetano Paolino è stato paragonato a Celestino V, il pontefice condannato all’Antinferno tra gli ignavi che per “viltade fece il gran rifiuto”, ma di esempi se ne possono fare tanti.

Mentre al cinema le imprese eroiche raccontate da Omero stanno sbancando al botteghino, il non presentarsi in consiglio comunale del sindaco capaccese assume contorni simili alla decisione di Achille di abbandonare la pugna dopo che Agamennone gli aveva tolto la schiava Briseide. E se per il Pelide il grave affronto era legato ad una donna, Paolino giustifica la propria assenza e quella dei suoi con l’inserimento dell’assestamento di bilancio e la salvaguardia degli equilibri. Paolino come Achille, dunque, l’assestamento come Briseide. L’ira funesta si consuma e quindi la scelta di non presentarsi in aula, disertando una seduta particolarmente importante del consiglio comunale. A proposito del punto di cui sopra, i nove consiglieri presenti lo hanno rigettato, rimettendo di fatto tutto nelle mani del prefetto che dovrà ora decidere cosa fare, essendo assestamento e salvaguardia dei passaggi fondamentali per un’amministrazione comunale.

In ogni caso, il futuro dell’amministrazione non è per nulla scontato. Quanto accaduto venerdì sera, poi, apre ad un dubbio, soprattutto dopo il tentativo di giustificazione da parte di Pamela Volpe, consigliere comunale eletta in maggioranza. Assente all’assise, ha affidato ai social la motivazione. Social che, ad essere precisi, descrivono molto bene ciò di cui parla. Il consigliere Volpe è all’estero, legittimamente, per un viaggio di piacere e non ha quindi partecipato al voto. La stessa ha invitato ad evitare ricostruzioni ed illazioni. Insomma, interpretando lo scritto, Pamela Volpe non si sarebbe assentata per decisioni politiche ma per la concomitanza col suo viaggio in Asia. C’è, però, un dubbio. Essendo prevista la possibilità, perché la rappresentante della maggioranza non si è collegata con l’assise da remoto?

La tecnologia per farlo c’è e, vedendo la sua presenza sui social network, anche una certa possibilità logistica. Doverosa, infine, una citazione. Simona Corradino, all’inizio dell’assise, ha chiesto un minuto di silenzio per ricordare lo scomparso Giuseppe Torrusio, il quale “avrebbe meritato più di molti altri di sedere in questa assise e di certo avrebbe portato un utilissimo apporto alla causa”.

Corradino che ha poi tuonato: «Il problema è la mancanza di una maggioranza e di una dignità politica a rassegnare le dimissioni da parte del Sindaco, degli assessori e dei consiglieri che lo sostengono con i cambi di casacche. Lo chiedo ancora una volta a gran voce – la stoccata – basta con questo stillicidio politico. La città e i cittadini di Capaccio Paestum meritano di più».

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