All’indomani del cda che ha dato semaforo verde al piano dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, Monte dei Paschi di Siena ha annunciato il lancio di due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e parallele, interamente in azioni, sull’intero capitale di Banco Bpm e Banca Generali, per un valore complessivo di 34 miliardi di euro.
Il valore delle due operazioni lanciate da Mps
L’offerta di scambio totalitaria su Banco Bpm prevede 1,567 azioni del di Mps per ogni titolo della banca milanese. L’ops, spiega Rocca Salimbeni, non include alcun premio e valorizza l’istituto guidato da Giuseppe Castagna 25,35 miliardi di euro. L’offerta su Banca Generali prevede un rapporto di cambio di 6,958 nuove azioni di Mps per ciascun titolo della controllata del Leone, con un premio del 10 per cento sui prezzi ufficiali del 19 agosto.

Il 29 ottobre sarà l’assemblea dei soci a esprimersi
Mps prevede che il periodo di adesione alla doppia offerta su Banca Generali e Banco Bpm «possa avere inizio entro la prima metà del mese di dicembre 2026 e concludersi entro la prima metà del mese di febbraio 2027». L’efficacia delle due ops è condizionata al raggiungimento di un livello minimo di adesioni del 50 per cento. Inoltre, in osservanza della passivity rule, servirà il via libera dell’assemblea dei soci del Monte, convocata il 29 ottobre, che vedrà anche il voto sulla fusione con Mediobanca. In caso di adesione integrale, gli attuali azionisti di Siena deterranno il 50,1 per cento del gruppo combinato (che sarà il terzo polo italiano del credito), quelli di Bpm il 37,2 per cento e quelli Banca Generali il 12,7 per cento.

In arrivo anche una supercedola per gli azionisti
Il piano messo a punto da Lovaglio per fronteggiare l’opas di Intesa Sanpaolo prevede poi la distribuzione di 4 miliardi di euro di dividendi a favore degli azionisti di Mps, da corrispondere parte in cassa (1 miliardo) e parte in azioni Generali (3 miliardi).
