Salvini sotto attacco: chi sono i colonnelli della Lega che lo difendono

Manca un mese a Pontida e la sensazione è che il 20 settembre il pratone caro a Umberto Bossi possa essere teatro di una resa dei conti tra Matteo Salvini, segretario della Lega sempre più in bilico, e il fronte dei “nordisti”, che sta premendo per ottenere un congresso straordinario. L’obiettivo dei frondisti è arginare il tracollo di iscritti e consensi e ciò non può che passare dal siluramento del Capitano, che appena un anno fa – sembrano passati secoli – aveva fatto salire sul palco Roberto Vannacci, oggi nei sondaggi davanti alla Lega col suo Futuro Nazionale.

Salvini sotto attacco: chi sono i colonnelli della Lega che lo difendono
Matteo Salvini (Ansa).

Il fronte del Nord: i leghisti che non vogliono più Salvini

Dopo mesi di tensioni, culminati in un inizio agosto che ha visto la condivisione dello Statuto del partito fantasma su una vecchia chat leghista e un acceso direttivo lombardo in cui è stato chiesto a Salvini di farsi da parte, il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha rotto gli indugi in un’intervista al Corriere della Sera. «Non escludo nulla, nemmeno un passo indietro», ha detto riferendosi al capo di via Bellerio, aggiungendo poi di essersi messo al lavoro col segretario della Lega Lombarda Massimiliano Romeo (autore di un libro sul necessario rinnovamento del partito) per un’associazione che dovrebbe raccogliere i malpancisti. Gli altri big dell’ala nordista, è cosa nota, sono Luca Zaia (ex governatore del Veneto), Massimiliano Fedriga (presidente del Friuli-Venezia Giulia) e Maurizio Fugatti (presidente della Provincia autonoma di Trento). Ma Salvini può ancora contare su una serie di fedelissimi.

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I fedelissimi sui cui può ancora contare Salvini

Il governatore veneto Alberto Stefani ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui ha difeso il segretario, rompendo il fronte dei governatori del Nord. «Chi oggi polemizza perché a suo tempo non ha scelto di candidarsi e di raccogliere i voti dei militanti?», ha affondato Stefani, ridimensionando le tensioni e le richieste di un passo indietro avanzate da altri importanti esponenti leghisti. Tra i fedelissimi di Salvini va annoverato anche Lorenzo Fontana. Il presidente della Camera è tornato a vestire i panni del militante leghista per difendere il segretario dagli attacchi interni. «Essere alla guida di un partito per tanti anni comporta uno sforzo enorme, e Salvini continua a spendersi, sacrificando anche una parte importante della propria vita privata. Merita più rispetto», ha detto la terza carica dello Stato, spiegando di essere favorevole al dibattito interno, ma in un clima di unità, e ricordando che con Bossi ci furono tempi ancora più magri. C’è poi la fedelissima per eccellenza di Salvini, ossia l’eurodeputata e vicesegretaria federale Silvia Sardone. «Il nostro segretario, peraltro rieletto un anno fa, ha portato il partito dal 5 al 34 per cento, ma questo qualcuno sembra dimenticarlo», ha detto al Corsera. Pontida, ha assicurato, «non sarà una passerella». E poi ha sottolineato: «Autonomia e federalismo fiscale, nostri obiettivi da 30 anni, stanno diventando leggi dello Stato proprio grazie a una Lega che rappresenta tutta l’Italia e con questo segretario».

Salvini sotto attacco: chi sono i colonnelli della Lega che lo difendono
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Parlando col Giornale, l’altro vice, Claudio Durigon, ha puntato il dito contro l’idea dell’associazione lanciata da Fontana. «So che erano contrari a quella che all’epoca aveva creato Roberto Vannacci e quindi mi sembra strano che possano essere oggi favorevoli ad altre associazioni», ha fatto notare il sottosegretario al Lavoro, sponsorizzando poi Salvini per il Viminale: «Sarebbe la persona giusta al posto giusto, senza nulla togliere a Matteo Piantedosi». Dalla parte di Salvini si è schierata inoltre l’eurodeputata Susanna Ceccardi. «Se c’è un problema, argomenta, lo si affronta nelle sedi opportune. C’è stato un congresso l’anno scorso che è stato unitario. Abbiamo cinque ministri lombardi, il tema del Nord è già ampiamente rappresentato», ha detto a Repubblica, escludendo che il segretario possa essere “commissariato” da una direzione collegiale: «Quando scadrà Salvini o se dovesse venire meno la fiducia del Consiglio federale ne riparleremo, ma non mi sembra questo il caso. Se qualcuno vuole continuare strumentalmente a creare un problema sui giornali, problema suo». Ceccardi ha anche affermato che non è possibile «tornare a una stagione secessionista» della Lega Nord: «È una stagione che non c’è più, né c’è questa vocazione nel nostro elettorato».

Salvini sotto attacco: chi sono i colonnelli della Lega che lo difendono
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Per quanto riguarda il già citato direttivo lombardo, gli unici che si sono apertamente schierati con Salvini – come riferito da diverse fonti a Lettera43 – sono stati la ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli, il capo dei Giovani Luca Toccalini, il capogruppo in Regione Alessandro Corbetta e il responsabile Esteri Paolo Formentini.