Nel corso dell’incontro con Jared Kushner a Gerusalemme, Benjamin Netanyahu ha spiegato all’inviato di Donald Trump (nonché genero del tycoon) di non essere intenzionato ad avallare un cessate il fuoco con Hamas nella Striscia di Gaza, spiegando che una tregua con l’organizzazione islamista sarebbe «problematica» in vista delle elezioni che si terranno a ottobre in Israele.

Kushner ha appena incontrato Al-Hayya al Cairo
Il faccia a faccia Kushner-Netanyahu, durato oltre quattro ore, si è svolto a due settimane dall’adesione di Hamas all’ultima fase del piano di Trump per la Striscia, rifiutato però da Tel Aviv. E all’indomani dell’incontro al Cairo tra il negoziatore statunitense e Khalil Al-Hayya, leader del gruppo islamista. Kushner, come riporta la Cnn citando una fonte informata sui colloqui, ha sollecitato Netanyahu a procedere con il piano di cessate il fuoco a Gaza sostenuto dal suocero e a «non creare ostacoli». Bibi, che aveva già respinto il piano in 15 punti della Casa Bianca a inizio agosto, ha però risposto picche. Ynet scrive inoltre che Netanyahu, nel corso dell’incontro, ha chiarito che «non verrà concesso nulla che possa spianare la strada a uno Stato palestinese».

Bibi chiede il disarmo di Hamas per il ritiro delle truppe
Secondo la fonte della Cnn, Netanyahu ha spiegato a Kushner e al direttore del Board of Peace Nickolay Mladenov (presente all’incontro al pari di Tony Blair) che spetta a Hamas compiere i primi passi. Il premier israeliano chiede il disarmo completo del gruppo palestinese e solo in tal caso, ha sottolineato, potrà cominciare un ritiro graduale delle truppe dell’Idf dalla Striscia. Lo stesso concetto è stato espresso dalla fonte di Ynet: «C’era la percezione iniziale che il Board of Peace volesse iniziare con delle “zone pilota”, ma ora non se ne parla più così. O meglio, Netanyahu vuole che Hamas dimostri il suo impegno con l’effettiva consegna di tutte le sue armi». Solamente dopo il disarmo del gruppo palestinese dirà sì a un cessate il fuoco.
