Salernitana in Coppa: c’è la Scafatese

di Marco De Martino

SALERNO – E si ricomincia. L’aperitivo di una nuova stagione agonistica, piena di sogni, paure e aspettative, lo offre questa sera, nel giorno di Ferragosto, un derby tra la Salernitana e la Scafatese che è tutto un programma. Da una parte c’è una squadra obbligata a vincere, dall’altra un gruppo che non ha nulla da perdere e che viaggia sulle ali dell’entusiasmo. E non si dica che si tratta di calcio d’agosto, perché a Salerno, ormai è risaputo, contano pure le partitelle del giovedì. A maggior ragione dopo che il presidente della Scafatese, in un eccesso di entusiasmo, ha lanciato il guanto di sfida, infiammando la vigilia di una gara che, comunque, non ha il peso specifico di una sfida di campionato. L’attenzione generale attorno a questa gara ad eliminazione diretta (in caso di parità dopo i 90’ regolamentari verranno battuti direttamente i calci di rigore) è aumentata a livello esponenziale e, dunque, la Salernitana di Cosmi non può permettersi brutte figure che, visto il periodo poco sereno, sarebbero anche legittime. Il gruppo è indiscutibilmente incompleto e, per stessa ammissione del tecnico, più debole rispetto a come l’avevamo lasciato poco meno di tre mesi fa dopo l’amara serata di Brescia. Manca il sostituto di Golemic, ma soprattutto manca l’alter ego di Ferraris. Due falle enormi, soprattutto se si considerano due aspetti su cui Cosmi avrebbe voluto lavorare per migliorare la propria squadra: la tenuta difensiva, vero e proprio tallone d’Achille della Salernitana 2025/2026, e la capacità di far male all’avversario attraverso il gioco dei trequartisti, attuata solo in parte e nella fase conclusiva dello scorso campionato grazie al lavoro certosino di Cosmi e del fido Scurto. I rinforzi, questo è certo, arriveranno, magari già all’indomani della sfida di questa sera. Ma non sarebbe stato meglio affidarli al mister e al suo staff in anticipo, proprio per guadagnare terreno prezioso sulle dirette concorrenti? Ad agitare ulteriormente le acque è arrivata, proprio alla vigilia dell’esordio ufficiale, come un fulmine a ciel sereno la notizia dell’imminente cessione di Franco Ferrari. El Loco non è stato convocato e, dopo l’iniziale giustificazione di un non meglio precisato problema fisico, è emersa la cruda verità, ovvero che la Salernitana l’ha praticamente ceduto al Guidonia. Un caso che ha contributo a spazientire ancora di più una piazza già in fermento per i ritardi accumulati sul mercato e che attende con malcelata impazienza l’arrivo dei rinforzi. Rinforzi (Capuano e D’Ursi) che inizieranno ad arrivare in città da lunedì. Nel frattempo, si gioca. La Salernitana, nonostante una lista dei convocati esigua e rimpolpata da quattro babies, cercherà di presentarsi al poco pubblico che sarà stasera all’Arechi (si prevedono non più di cinquemila spettatori) nel migliore dei modi. Davanti a Galeotti ci saranno Heinz, Matino e Anastasio, con Zoia e il giovane Vuillermouz come uniche alternative in panchina. In mezzo al campo ci sarà spazio per Tascone (che salterà per squalifica l’esordio in campionato contro il Sorrento) e presumibilmente per Gyabuaa, in vantaggio su Capomaggio. Sulle corsie esterne agiranno Llano e Villa, mentre in attacco Achik e Lescano aspettano di conoscere il nome del loro partner che uscirà dal ballottaggio a tre tra Djibril, Cardoni e Mastrovito. Di fronte ci sarà una Scafatese che sogna la grande impresa e che scenderà in campo con il classico 4-3-3 che ha fatto le fortune dei canarini nello scorso torneo di Serie D. Il primo verdetto è dietro l’angolo: 90’ per capire quanto vale davvero questa Salernitana e quanto, invece, resta ancora da costruire.

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