“Le biblioteche non sono più soltanto spazi silenziosi pieni di libri. Oggi rappresentano uno dei presidi sociali più importanti nelle città e nei piccoli centri, luoghi capaci di creare legami, ridurre le disuguaglianze e offrire opportunità di crescita culturale e personale. In un’epoca in cui la solitudine aumenta e gli spazi pubblici si riducono, insomma, la biblioteca diventa un punto di riferimento stabile, accessibile e democratico. La loro forza sta nella loro natura inclusiva. Non chiedono requisiti, non fanno distinzioni: chiunque può entrare, leggere, studiare, partecipare. Sono spazi dove: studenti trovano un ambiente tranquillo e risorse gratuite; anziani possono socializzare e partecipare ad attività culturali; bambini scoprono il piacere della lettura; persone in difficoltà economica accedono a strumenti che altrimenti sarebbero inaccessibili; e cittadini stranieri trovano corsi di lingua. La biblioteca è uno dei pochi luoghi dove la comunità si incontra senza barriere. Nei paesi e nelle aree interne, essa è spesso l’unico presidio culturale stabile. Qui assume un valore ancora più grande: diventa un luogo di aggregazione, un punto di accesso alla cultura, un presidio contro lo spopolamento. In molti casi, è proprio la biblioteca a tenere viva la comunità, offrendo attività che coinvolgono tutte le generazioni. Alla luce di tutto questo, dunque, investire nelle biblioteche significa investire nella qualità della vita, nella coesione sociale e nel futuro delle comunità. Sono luoghi che custodiscono storie, ma soprattutto ne generano di nuove. E spetta alle istituzioni locali e nazionali il compito dj tutelarle e valorizzarle”.
Lo dichiara Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente dell’associazione Bandiera Bianca.
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