Pasticcio sul riconoscimento facciale: l’Ue richiama l’Italia, slitta il voto alla Camera

Nella giornata di oggi a Montecitorio non è slittato solo il voto sull’utilizzabilità delle chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, ma anche quello della commissione Affari Ue della Camera sullo schema di decreto legislativo in materia di riconoscimento facciale, tema su cui si è espressa anche l’Unione europea, bacchettando l’Italia.

Cosa prevede il decreto legislativo

L’Italia ha accelerato sul decreto che recepisce l’AI Act europeo, ma con una sbandata. Se l’articolo 8 prevede il riconoscimento facciale in tempo reale nei casi più estremi – come terrorismo e ricerca di persone scomparse – con l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria, a far discutere è l’articolo 10. Che, a differenza dei momenti successivi a gravi reati o sparizioni, disciplina la quotidianità. Il decreto legge, infatti, introduce la raccolta preventiva dei dati biometrici di chi entra in un’area ritenuta sensibile, per una sorta di “sorveglianza generalizzata” che ha fatto drizzare le antenne del centrosinistra e pure di Bruxelles.

Pasticcio sul riconoscimento facciale: l’Ue richiama l’Italia, slitta il voto alla Camera
Telecamere di sorveglianza (Ansa).

La strigliata dell’Unione europea all’Italia

In base all’articolo 10 del decreto, i dati biometrici di chi passa davanti a una telecamera potranno in un’area sensibile potranno restare in memoria per sette giorni. Se nel frattempo verrà commesso un reato, diventeranno materiale d’indagine. Altrimenti saranno cancellati. Il trattamento automatizzato e generalizzato dei dati biometrici, che suona molto simile a una profilazione di massa stile Grande Fratello (tipica dei regimi) non è però coerente con le norme introdotte da Bruxelles due anni fa con l’AI Act, firmato dagli allora commissari Margrethe Vestager e Thierry Breton. Rispondendo a una domanda decreto legislativo, il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier ha dichiarato: «Il riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili è una pratica vietata dalla legge Ue sull’intelligenza artificiale: questo divieto vige già dall’anno scorso. Non vogliamo che con l’IA ci sia un controllo pubblico su dove ci spostiamo quotidianamente».

Palazzo Chigi: «L’Italia rispetta le norme Ue»

«Sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili l’Italia continuerà a rispettare la normativa europea, a partire dall’AI Act, come fatto finora, in coerenza con le garanzie costituzionali e dei diritti di libertà, la cui verifica spetta all’Autorità giudiziaria», hanno dichiarato fonti di Palazzo Chigi, aggiungendo che «l’Italia si pone all’avanguardia nella governance dell’intelligenza artificiale». Le stesse fonti hanno poi affermato: «Siamo stati i primi in Europa ad adottare una normativa di sistema e a darne rapida attuazione. Il Governo continuerà a lavorare in questa direzione, nel rispetto della visione che porta avanti fin dall’inizio, per uno sviluppo e un’applicazione dell’IA centrata sull’uomo e governata dall’uomo». Dopo il via libera della commissione Politiche Ue del Senato, arrivato ieri, il provvedimento è approdato oggi anche all’esame delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Camera e Senato per i rispettivi pareri. In tali sedi al momento l’iter prosegue senza rinvii.