Olga Chieffi
Il Ravello Festival chiude la programmazione del mese di luglio con due appuntamenti molto attesi: questa sera, Piccinni vs Gluck, una corona per due su testi e drammaturgia di Valerio Cappelli e venerdì, Kent Nagano dirige il prologo e il primo atto della Götterdämmerung di Richard Wagner: un appuntamento di risonanza internazionale che sta raccogliendo sulla Costiera appassionati da tutto il mondo. Due proposte diverse che testimoniano il desiderio del festival di coinvolgere un pubblico eterogeneo spaziando da progetti teatrali che hanno comunque un legame con la musica alle grandi esclusive italiane con le principali orchestre del mondo. Si comincia quindi stasera nella suggestiva Sala dei Cavalieri, alle ore 20, con una serata di musica e parole che è una riflessione sul teatro musicale settecentesco: Piccinni vs Gluck, una corona per due su testi e drammaturgia di Valerio Cappelli ha debuttato lo scorso aprile a Bari (produzione in collaborazione con il Teatro Petruzzelli di Bari e Angelo Tumminelli – Prima International Company) ed è interpretato dall’attore Sergio Rubini, dal soprano Francesca Pia Vitale e da Luca Gorla al pianoforte. Un monologo teatrale riaccende una rivalità che fece discutere l’Europa del Settecento e mette in luce nodi ancora attuali: la tensione tra consenso e dissenso nell’arte. La nuova pièce di Valerio Cappelli, interpretata da Sergio Rubini con musica dal vivo, debutta il 28 aprile a Bari e promette di tornare a far parlare di compositori che influenzarono la scena operistica europea. Lo spettacolo racconta la sfida artistica tra Niccolò Piccinni e Christoph Willibald Gluck, due figure centrali della storia musicale che, pur operando nello stesso periodo, incarnarono visioni estetiche contrapposte. L’esito di quella contesa segnò non solo la carriera dei protagonisti, ma anche il modo in cui il pubblico e i teatri percepivano l’innovazione musicale. Piccinni, ottenne un successo travolgente con opere come La Cecchina, ossia La buona figliola, scritta su libretto di Carlo Goldoni negli anni Sessanta del Settecento. La piece vinse il favore di platee europee e arrivò addirittura alla corte imperiale cinese e alle sponde americane, segno di una circolazione culturale più ampia e rapida di quanto si immagini per quell’epoca. Storici della musica sottolineano che, per un periodo, le sue opere furono rappresentate con frequenza superiore persino rispetto a quelle di autori come Mozart, un dato che oggi sorprende chi non ha familiarità con il panorama operistico del tempo. Al centro della polemica parigina si collocò la rivalità su titoli sacri al repertorio, tra cui versioni di Ifigenia in Tauride. Il confronto tra sostenitori delle due scuole — i «gluckisti» e i «piccinnisti» — trasformò la scena musicale in campo di battaglia culturale, influenzando recensioni, abbonamenti e la programmazione dei teatri. Quella disputa non fu solo un confronto estetico: contribuì a disegnare i confini del moderno pubblico teatrale e la funzione dell’opera come luogo di confronto pubblico. La drammaturgia punta a restituire la tensione interiore dell’artista che insegue un modello—e della figura che vi resiste—più che a proporre una biografia convenzionale. Rubini definisce il lavoro come un’indagine sulle dinamiche dell’inseguimento artistico: dietro ogni opera c’è sempre un confronto, uno spazio di competizione che spinge alla sperimentazione e alla trasformazione. Venerdì, alle ore 20 è in calendario uno dei momenti più attesi del Festival, con il ritorno a Ravello, in esclusiva italiana, di Kent Nagano con Dresdner Festspielorchester e Concerto Köln per il progetto di esecuzione del Ring su strumenti e prassi dell’epoca wagneriana intitolato “The Wagner Cycles – A project of the Dresdner Musikfestspiele”. Nel 2023 il Belvedere aveva accolto l’esecuzione dell’Oro del Reno, adesso si ascolteranno – sempre in forma di concerto – il prologo e il primo atto della Götterdämmerung di Richard Wagner: un appuntamento di risonanza internazionale, che ha debuttato in Germania alcune settimane fa e che sarà al festival di Lucerna dopo Ravello, basato su una approfondita ricerca musicologica che punta alla ricostruzione del suono originale e anche sull’esatta dizione del libretto. Interpreti vocali saranno: Åsa Jäger (Brünnhilde), Young Woo Kim (Siegfried), Patrick Zielke (Hagen), Ania Vegry (Gutrune e Terza Norna), Jasmin Etminan (Prima Norna e Waltraute), Marie-Luise Dreßen (Seconda Norna), Johannes Kammler (Gunther). In occasione di questo appuntamento wagneriano così prestigioso, legato anche ai 150 anni dalla prima esecuzione del Ring completo a Bayreuth, sono in programma due incontri introduttivi, sempre venerdì 31 luglio, all’Hotel Caruso a mezzogiorno e poi nel giardino di Villa Rufolo ore 18.30 con il giornalista e musicologo Andrea Estero, presidente dell’Associazione Nazionale Critici Musicali. All’incontro del mattino sarà inoltre presentato il video Il Ring in Italia preparato per questa edizione del Ravello Festival che contiene una carrellata di immagini degli allestimenti della Tetralogia nei teatri della Penisola dal 1896 a oggi, realizzato grazie alla collaborazione degli archivi storici dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, del Teatro La Fenice di Venezia, del Teatro dell’Opera di Roma, del Teatro alla Scala, del Teatro Regio di Torino, del Teatro Massimo, del Teatro di San Carlo, del Teatro Comunale di Bologna.
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