Telepass porta il digitale in mare: ormeggi e servizi diventano smart

La crescita del turismo via mare e l’aumento della pressione sulle destinazioni costiere stanno rendendo sempre più centrale il tema della gestione della nautica da diporto. In particolare nelle isole minori e lungo le coste italiane, organizzare accessi, ormeggi e servizi ai diportisti è diventato un fattore determinante non solo per migliorare l’accoglienza, ma anche per tutelare gli ecosistemi marini e pianificare in modo più efficiente i flussi turistici. A questa pressione si aggiunge un problema strutturale di domanda e offerta: a fronte di un parco nautico molto ampio, la disponibilità di posti barca e di informazioni aggiornate non è sempre sufficiente o omogenea. Il settore, tuttavia, resta ancora caratterizzato da una forte frammentazione. La disponibilità di dati aggiornati sui posti barca non è sempre omogenea e molti servizi continuano a essere gestiti attraverso procedure separate. In questo scenario, la digitalizzazione viene sempre più considerata una leva per rendere la nautica da diporto più semplice da utilizzare, più gestibile per porti e marine e più misurabile per amministrazioni e territori.

Telepass Mare si apre a porti e marine

Parallelamente cambia anche il ruolo delle marine, che stanno evolvendo da semplici luoghi di approdo a piattaforme di servizi. Prenotazione e pagamento degli ormeggi, gestione dei rifiuti, campi boe, servizi portuali, monitoraggio dei flussi, diventano elementi di un ecosistema integrato, capace di migliorare sia l’esperienza dei diportisti sia gli strumenti a disposizione dei gestori. In questo contesto si inserisce Telepass Mare, la piattaforma digitale con cui Telepass estende al mare il proprio modello di mobilità integrata. Nata nell’estate del 2025 con la sperimentazione a Ponza per il pagamento digitale del ticket ambientale previsto dal Comune per le imbarcazioni che ormeggiano nelle acque di Ponza e Palmarola, la piattaforma entra ora in una nuova fase di sviluppo e si apre progressivamente anche a porti e marine. Il progetto evolve così da una soluzione nata per una specifica esigenza territoriale a un modello multi-porto, scalabile e integrabile con i sistemi esistenti, capace di adattarsi ai servizi e alle necessità dei singoli territori.

Come funziona

L’evoluzione del progetto punta ad accompagnare comuni, porti e marine nella gestione digitale dei servizi legati alla mobilità marittima – dalla prenotazione e dal pagamento degli ormeggi ai servizi portuali, fino al ritiro dei rifiuti barca a barca e, dove previsto dalle amministrazioni locali, ai contributi o ticket legati allo stazionamento e alla tutela ambientale. Questa possibilità non rappresenta un servizio attivo indistintamente in tutti i porti, ma una funzionalità che può essere integrata nella piattaforma in base alle esigenze e alle misure adottate dai singoli territori. Il servizio è accessibile tramite app anche a chi non è cliente Telepass, con pagamento tramite carta di credito. Ponza ha rappresentato il primo banco di prova del modello. L’adesione delle marine di Bosa Nautica Pinna e del Porto Turistico di Rodi Garganico ne mostra ora la progressiva estensione a realtà portuali con servizi, caratteristiche ed esigenze differenti.

Dati e tecnologia per una gestione più sostenibile dei flussi

La digitalizzazione semplifica l’accesso ai servizi e rende allo stesso tempo i flussi nautici più misurabili. Nel rispetto delle normative vigenti, la piattaforma può consentire infatti di raccogliere dati aggregati sui flussi di accesso, sulle soste e sulla stagionalità dei transiti turistici, informazioni che possono supportare le amministrazioni nelle attività di monitoraggio ambientale, pianificazione turistica e gestione sostenibile delle aree costiere e portuali. Nei contesti maggiormente esposti all’overtourism, strumenti di questo tipo possono contribuire a organizzare in modo più ordinato accessi e permanenze, migliorando la qualità dell’offerta e la tutela del territorio. La sostenibilità, in questa prospettiva, riguarda quindi anche la capacità di conoscere, pianificare e gestire meglio i flussi nautici, soprattutto nei periodi di maggiore pressione turistica. Il progetto guarda inoltre a uno sviluppo su scala più ampia. Dopo la sperimentazione avviata a Ponza e il protocollo sottoscritto con Ancim per promuovere l’adozione della piattaforma nei Comuni delle isole minori, l’obiettivo è costruire un modello digitale replicabile lungo le coste italiane e, in prospettiva, nel Mediterraneo.

Un settore in crescita tra opportunità e innovazione

Il potenziale è significativo. In Italia il parco nautico è stimato in oltre 500 mila unità da diporto, a fronte di circa 160 mila posti barca disponibili, mentre nel Mediterraneo si contano circa 940-950 porti turistici e marine e oltre 400 mila posti barca. Un sistema ampio ma ancora frammentato, nel quale piattaforme digitali come Telepass Mare si propongono come risposte a un’esigenza già riconosciuta dal settore, ovvero rendere la nautica da diporto più semplice per chi naviga, più gestibile per porti e marine e più sostenibile per territori e amministrazioni.