I lefebvriani hanno fatto ricorso contro la scomunica del Vaticano

La Fraternità Sacerdotale San Pio X ha presentato al Dicastero per la Dottrina della Fede una richiesta di revoca del decreto con cui la Santa Sede ha dichiarato la scomunica latae sententiae dei quattro vescovi lefebvriani Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier, così come di Alfonso de Galarreta che il primo luglio li ha ordinati in assenza di mandato pontificio, e di Bernard Fellay, che ha partecipato direttamente alla celebrazione liturgica come co-consacrante.

Su cosa si basa la richiesta dei lefebvriani

L’istanza, che è stata depositata dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X l’11 luglio, si fonda sul canone 1734 del Codice di diritto canonico, che consente a chi si ritenga leso da un decreto di chiederne, entro 10 giorni dalla notifica, la revoca o la modifica prima di poter proporre un eventuale ricorso gerarchico. In un comunicato diffuso dalla Casa generalizia di Menzingen (quartier generale internazionale della Fraternità Sacerdotale San Pio X), i lefebvriani sostengono di aver agito «in spirito di rispetto verso l’autorità ecclesiastica». Tutto questo dopo aver proceduto con le consacrazioni nonostante l’opposizione del Vaticano, dunque sostanzialmente rifiutandone l’autorità. A scisma avvenuto, il Superiore generale Davide Pagliarani aveva definito le sanzioni della Santa Sede «oggettivamente ingiuste e invalide». Adesso la richiesta di revoca delle scomuniche, tramite gli strumenti previsti dal diritto canonico.