di Marco De Martino
LAUREANA CILENTO – Un angolo di paradiso. E’ dove ha deciso di giocare il secondo tempo della vita Roberto Cardinale (nella foto), ex difensore della Salernitana, 64 presenze in B da giovanissimo enfant prodige tra il 1999 ed il gennaio 2003 con Aniello Aliberti al timone del club granata, ed altre 71 e 3 reti dal 2006 al 2009 prima in C1 e poi in B durante l’era Lombardi, per un totale di 135 presenze collezionate con l’Ippocampo sul petto. Oggi Roberto Cardinale, assieme a sua moglie Paola (cugina di Ciro e Fabio Casella, proprietari della famosissima pizzeria ‘’San Matteo’’ di New York), l’inseparabile papà Giuseppe, i preziosi collaboratori Dominga, Franco e Rosy ed i ragazzi Giuseppe, Chiara e Carmine che danno una mano nella struttura, ha deciso di coltivare il sogno di una vita e per il quale ha studiato da ragazzo, ovvero gestire un a country house, ‘’La ‘Dimora dei Cardinali’’, a Laureana Cilento, in una posizione strategica sulle colline cilentane da dove si può ammirare un panorama mozzafiato. Una svolta alla vita frenetica da calciatore, trovata nella pace e nella disarmante bellezza della natura, ma con uno spazio sempre riservato al primo amore: il calcio. Infatti in una stanza della Dimora sono esposte al pubblico le maglie indossate da Cardinale, con il granata sempre a farla da padrone.
Roberto, che ricordi hai di quel periodo. Hai aneddoti particolari?
«Sono stati anni meravigliosi. A Salerno sono cresciuto come uomo e calciatore, ho esordito in B e raggiunto la Nazionale Under 21 spiccando il volo nel mondo del calcio. Sono ritornato volentieri quando avevo raggiunto la maturità calcistica ed ho avuto la fortuna di vivere una promozione da protagonista nel 2008 e conseguire una salvezza straordinaria in B nella stagione successiva. Salerno e la Salernitana saranno sempre nel mio cuore».
Sei stato uno dei tanti giovani talenti lanciati da Zdenek Zeman, che ti ha insegnato il boemo?
«E’ stato un maestro, dal punto di vista tattico a mio avviso può essere un esempio per i giovani allenatori che si apprestano a fare questo difficile lavoro. Di lui ho un ricordo straordinario, sia come uomo che come allenatore».
L’impegno alla Dimora non ti ha allontanato dal calcio:
«Si, faccio sempre parte di questo mondo, ho ricevuto anche delle offerte di recente ma il mio obiettivo è quello di consolidare prima la mia struttura anche per far crescere i miei figli nella natura. Attualmente sto lavorando coi giovani e magari in futuro potrei riconsiderare l’idea di lavorare nuovamente nel calcio, ma per adesso mi godo la mia Dimora. Il mio percorso calcistico non è finito, anzi sono pronto a cominciare un nuovo progetto».
Immagino che segui sempre le sorti della Salernitana:
«Ovviamente sì, e spero che possa tornare al più presto nel calcio che le compete».
A Salerno hai avuto come presidenti Aniello Aliberti ed Antonio Lombardi, che giudizio ti senti di dare di Danilo Iervolino?
«Non lo conosco ma penso che voglia solo fare il bene della Salernitana. Non ha di sicuro bisogno dei miei consigli, magari avrà commesso qualche errore ma sta organizzando bene la società e la struttura tecnica e sono sicuro che i risultati arriveranno».
Di mister Cosmi custodisci un ricordo importante della tua carriera:
«Mi ha fatto esordire in serie A e di questo lo ringrazio. E’ un grande motivatore, l’ha dimostrato nel finale della scorsa stagione e quest’anno partendo dall’inizio potrà solo fare bene»
Nel 2008 hai conquistato la promozione in B con la Salernitana. Cosa serve per raggiungere questo obiettivo?
«La forza del gruppo è la componente principale per raggiungere determinati obiettivi. Inoltre deve esserci unità di intenti tra società, calciatori, allenatore e la straordinaria tifoseria salernitana, proprio come avvenne quell’anno. Se questo ci sarà, sono certo che la Salernitana ritroverà quello che le spetta di diritto, la B e non solo…».
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