di Erika Noschese
La solennità delle celebrazioni per l’anniversario della Liberazione ha trovato ieri, nella cornice di Piazza Vittorio Veneto a Salerno, un momento di altissimo valore simbolico e umano, capace di trasformare il ricordo in un atto di giustizia storica atteso per oltre otto decenni. Mentre la città rendeva omaggio ai caduti e ai valori della Resistenza, l’attenzione si è focalizzata su un lembo di terra della provincia salernitana che ha visto finalmente riconosciuto il proprio sacrificio e la propria straordinaria resilienza. La consegna della Medaglia al Valor Civile al Comune di Olevano sul Tusciano non è stata soltanto una formalità istituzionale, ma il culmine di un percorso di memoria che ha unito il dolore di un lontano passato alla fierezza del presente. L’onorificenza, conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, giunge a suggellare un debito di gratitudine nazionale verso una comunità che, nelle ore più buie del secondo conflitto mondiale, seppe rispondere alla barbarie della guerra con la forza della solidarietà. Il riconoscimento riguarda i tragici eventi del 1943, un anno che per il territorio salernitano segnò lo spartiacque tra l’oppressione e la riconquista della libertà, ma che per la frazione Monticelli di Olevano sul Tusciano significò devastazione e morte. Proprio in quel contesto di sofferenza si distinse il senso civico di una popolazione che, pur colpita al cuore, non smise di restare umana. La cerimonia di ieri si è conclusa con la consegna formale della medaglia nelle mani del sindaco di Olevano sul Tusciano, Michele Ciliberti, apparso visibilmente commosso dinanzi alle autorità e alla cittadinanza riunita. Il primo cittadino ha voluto sottolineare immediatamente il prestigio del conferimento e il profondo legame con il Capo dello Stato che ha dato voce a una ferita mai del tutto rimarginata nella memoria collettiva della sua gente. “È un momento di immensa gratitudine quello che stiamo vivendo nel ricevere questa prestigiosissima onorificenza del Presidente della Repubblica, che ringrazio. Il mio pensiero va al Presidente Sergio Mattarella che, a distanza di ottantatré anni, ha riconosciuto un grande valore civile alla comunità di Olevano sul Tusciano”. Con queste parole il sindaco ha aperto la sua riflessione, evidenziando come il tempo non abbia sbiadito il significato di quegli atti di eroismo quotidiano compiuti dai suoi concittadini del passato. Il riconoscimento presidenziale arriva infatti a coronare una ricerca storica e un’istanza morale che la comunità olevanese ha custodito gelosamente, tramandando di generazione in generazione il racconto di ciò che accadde tra le case della frazione Monticelli. Per comprendere appieno la portata del gesto compiuto ieri a Salerno, è necessario riavvolgere il nastro della storia fino al 1943, quando l’operazione Avalanche portò il fronte bellico direttamente sulle coste e nelle colline salernitane. Olevano sul Tusciano si trovò tragicamente sulla linea di fuoco. Un cruento bombardamento colpì duramente l’abitato, concentrandosi con ferocia sulla frazione Monticelli. Le bombe non distrussero solo le strutture fisiche, ma strapparono alla vita diciannove persone, lasciando un vuoto incolmabile in ogni famiglia della zona. La frazione fu quasi completamente abbattuta, ridotta a un cumulo di macerie che sembravano presagire la fine di ogni speranza sociale. Tuttavia, proprio tra quelle macerie, germogliò qualcosa di inaspettato e potente, che il sindaco Ciliberti ha voluto ricordare con precisione e orgoglio. “Il riconoscimento arriva per quanto accaduto all’indomani di un cruento bombardamento nel 1943, dove persero la vita diciannove persone della frazione Monticelli e la stessa frazione fu quasi completamente abbattuta. In quel momento tragico, però, ci fu questo grande movimento di solidarietà, di senso civile e di fratellanza dei miei concittadini dell’epoca per dare rifugio, scampo e da mangiare alle persone che avevano perso tutto”. È in questo “movimento di fratellanza” che risiede il cuore della motivazione della Medaglia al Valor Civile. Mentre il mondo crollava sotto i colpi dell’artiglieria e dei raid aerei, gli abitanti di Olevano non si chiusero nel proprio egoismo o nella disperazione individuale. Al contrario, aprirono le porte delle case rimaste in piedi, condivisero le scarse provviste e offrirono protezione a chi non aveva più nulla. Fu un eroismo collettivo fatto di pane spezzato e rifugi improvvisati, un esempio di cittadinanza attiva ante litteram che oggi diventa pilastro della nostra identità repubblicana. La consegna della medaglia ieri in Piazza Vittorio Veneto ha rappresentato il punto d’incontro tra due epoche. Da un lato la Salerno del 1943, insanguinata e affamata, dall’altro la Salerno di ieri, che celebra la propria libertà conscia che essa poggia sulle spalle di chi, come gli olevanesi di allora, scelse di restare unito. Per il sindaco Ciliberti, la giornata di ieri ha segnato il riscatto di una comunità che ha saputo attendere il momento della verità storica senza mai smettere di onorare le proprie radici. “A distanza di ottantatre anni diamo onore a quella che era la mia comunità dell’epoca e sono profondamente orgoglioso ed emozionato di ricevere questa onorificenza bellissima. È un tributo che appartiene a ogni famiglia di Olevano, a chi ha sofferto e a chi ha saputo rimboccarsi le maniche quando tutto sembrava perduto”. L’emozione palpabile del primo cittadino ha contagiato la piazza, rendendo plastico il concetto che la memoria non è un fardello, ma una risorsa. Ricevere una medaglia per fatti avvenuti otto decenni fa potrebbe sembrare a qualcuno un gesto tardivo, ma per chi vive il territorio di Olevano sul Tusciano rappresenta la chiusura di un cerchio e l’inizio di una nuova consapevolezza. Quei diciannove morti di Monticelli ieri non erano solo nomi su una lapide, ma presenze vive in un riconoscimento che parla di dignità umana superiore a ogni logica di distruzione. L’evento di ieri a Salerno ha dimostrato che le celebrazioni della Liberazione hanno ancora molto da dire quando sanno declinarsi nelle storie locali. La vicenda di Olevano sul Tusciano insegna che il valore civile non si misura solo nei grandi atti di valore militare, ma soprattutto nella capacità di restare solidali nel momento del bisogno estremo. La medaglia consegnata ieri è un monito per le generazioni presenti: la democrazia e la convivenza civile si nutrono di quella stessa fratellanza che ottantatré anni fa permise ai sopravvissuti di Monticelli di rialzarsi. Mentre il corteo istituzionale si scioglieva e le autorità lasciavano la piazza, il riverbero dorato della Medaglia al Valor Civile restava come simbolo di una giornata indimenticabile. Olevano sul Tusciano torna a casa con un pezzo di storia riconosciuto dallo Stato, portando con sé l’orgoglio di chi sa che la propria terra è stata, in un momento cruciale, un presidio di umanità. Il 25 aprile salernitano si è arricchito così di una pagina nuova, scritta con il sangue del 1943 ma illuminata dalla giustizia del 2026, ricordando a tutti che nessun atto di solidarietà è mai veramente perduto nel tempo.
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