A giorni di distanza dallo scoppio del caso, Teresa Ciabatti ha rotto il silenzio. Raggiunta dall’Ansa, la scrittrice ha parlato di quanto accaduto su quel “famoso” pulmino diretto verso la Puglia con a bordo quattro dei sei finalisti del Premio Strega. «Ho letto ricostruzioni congetturali e dichiarazioni su cosa è lecito e cosa no, dove inizia e finisce la privacy. Attenendomi ai fatti: alcuni giorni fa ho assistito e poi preso parte a una conversazione. L’oggetto della conversazione era Michela Murgia, il suo corpo. Non c’è stato alcun litigio furioso tra me e Michele Mari, ma un confronto diretto di idee profondamente diverse. In seguito, Mari si è scusato dicendo che non era sua intenzione ferirmi».

Le affermazioni di Mari su Murgia: cosa ha detto
Mari, favorito per lo Strega col romanzo I convitati di pietra, avrebbe detto che Murgia «era intransigente e violenta, perché brutta» e che «con i suoi atteggiamenti aggressivi faceva pagare agli altri la sua bruttezza». Un’uscita, questa, che di sicuro non è piaciuta a Ciabatti, in corsa per il premio con Donnaregina e peraltro a lungo amica di Murgia. Ma, appunto, non ci sarebbe stata alcuna lite tra i due.

Ciabatti: «Non ho riferito alla stampa le parole di Mari»
Oltre ad aver smentito il litigio con Mari, Ciabatti ha anche negato di aver riferito alla stampa quanto successo a bordo del pulmino: «Io ho dato la risposta che volevo in quel preciso contesto, alle persone con cui ho parlato. Tutti i presenti possono avere raccontato ad altri l’accaduto, com’è normale nella vita di ciascuno di noi. Anch’io l’ho raccontato, ma non ho alcuna responsabilità circa la diffusione della notizia alla stampa, né circa la correttezza di quanto è stato riportato».
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Le parole di Mari e la precisazione della Fondazione Bellonci
«Non volevo certo offendere Murgia, ma soltanto rievocare (peraltro in un contesto privato) un lontano episodio di reciproca incomprensione», ha dichiarato Mari, di cui molti hanno auspicato l’esclusione dalla sestina dei finalisti dello Strega. Fondazione Bellonci, che organizza il concorso letterario, ha chiarito che il premio è «una competizione tra opere» e che tale provvedimento nei confronti di un autore non è consentita dal regolamento.
